BULL DYKE RODEO – Dykefuge II

BULL DYKE RODEO – Dykefuge II

Informazioni
Gruppo: Bull Dyke Rodeo
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/bulldykerodeo
Autore: Mourning

Tracklist
1.See You At The Party, Richter
2.Sue Me, Dickhead
3.Pyramid Mine
4.Blue Sky On Mars
5.Three Breasted Ballad

DURATA: 46:26

Disco divertente il secondo lavoro dei Bull Dyke Rodeo, la band proveniente dal Wisconsin ci propone una salutare dose di stoner/doom con qualche affondo sludgy e richiami anni Settanta.
Cinque brani di puro godimento che iniziano sin dalle prime note a coinvolgerci con un bel fuzzy sound, è così che prende vita “See You At The Party, Richter”.
“Sue Me, Dickhead” e “Pyramid Mine” permettono alla band di mostrare il pieno valore, le composizioni sono pesanti, ricche di varianti che alternano i vari umori, più volte la testa si trova a ondeggiare volontariamente seguendo la musica capace di scatenare una cazzona complicità.
Vi è un equilibrio forte fra il groove stoner primordiale, la presenza di inserzioni rock jazzate e attimi di stampo progressivo che permettono alle canzoni di spiccare anche per quanto riguarda l’ambito atmosferico.
“Blue Sky On Mars” si fa apprezzare per i cambi di tempo e la vena ancor più profondamente radicata nell’incedere fangoso e scuro che il riff esalta, il pezzo forte dell’album è però posto in chiusura con la lunga “Three Breasted Ballad”.
La canzone nei suoi venti minuti subisce più di una mutazione, la partenza è pacata e altamente atmosferica, vi è uno spazio dilatato e di carattere malinconico, è minore la pressione che questo segmento d’avvio tende a far fuoriuscire, sono le influenze post rock, una scia di chitarra prog, linee di basso ficcanti a farla da padrone strabordando dal terreno formato dai solchi profondi creati dagli episodi antecedenti.
Intorno alla metà del settimo minuto la forma torna a riprendere una sostanza più compatta, i toni scuri tornano a farsi vivi con maggior prepotenza divenendo sempre più neri e ridondanti.
In realtà la traccia si chiude al minuto undici, dopo inizia un tributo da parte dei ragazzi a Glen Danzig di cui viene proposto un medley composto da: “Long Way Back From Hell” e “Snake Of Christ” estratte da “Danzig II: Lucifuge”, leggendo il titolo noterete che è parodiale e ha come chiaro riferimento quello del lavoro di Glen.
La prova dei Bull Dyke Rodeo è alquanto piacevole, l’unico componente ostico a un ascolto diretto è la voce per il suo fare scanzonato da ubriaco che comunque si pone bene al servizio dei brani.
Gli amanti del genere diano la possibilità a “II Dykefuge” di girare un po’ di volte nello stereo prima di trarne le conclusioni per coglierne appieno i valori e a quelli a cui fosse d’utilità assorbine lo stile vocale.

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