BURN OF BLACK – Danger

 
Gruppo: Burn Of Black
Titolo:  Danger
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Sweet Poison Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Thrown Into The Chasm
  2. Fears Driven To Insanity
  3. Charon's Rebellion
  4. Danger
  5. Slave In Chains 
DURATA: 15:43
 

La formazione veneta dei Burn Of Black, prima di arrivare a produrre l'ep d'inizio carriera "Danger", ha subito più e più volte cambi al suo interno. I componenti che al momento fanno parte del gruppo proveniente da Caverzere sono Giacomo Cordioli (voce), Alessandro Bassani (chitarra), Marco "Markwild" Piva (chitarra), Sylvia Fabbris (basso) e Alberto Lemoni (batteria). Questi musicisti presentano una proposta ibrida che ha attinto dai loro vari background personali: la Bay Area di Exodus e Testament si ritrova a incrociare le proprie mazzate con la ricercatezza dei Nevermore, il groove classico dell'ondata "post" e "core", con rimandi ai Walls Of Jericho, sprazzi di metal classico e sonorità in alcuni casi affini alla scena alternative.

Sostanzialmente il mini è costituito da una miscela abbondantemente varia, forse troppo, che pesta e si presta all'apertura fruibile senza porsi il problema, fornito di una discreta forma canzone e di una qualità esecutiva non da principiante che ha dato vita a pezzi decisamente interessanti. "Danger" racchiude in sé una serie di badilate in sede ritmica che si spingono sino a infierire di blastato, riff affilati, melodie che si fanno strada ripetutamente, il tutto accompagnato dal cantato in voce pulita energico, ma non proprio aggraziatissimo. Vengono così offerti quindici minuti che sia per dinamica che per impatto mostrano una band conscia e sicura delle proprie possibilità.

Certamente i Burn Of Black faranno fatica a venire apprezzati da coloro i quali adorano l'old school, d'altro canto non risultano essere scabrosamente "popular" come i Trivium e i Bullet For My Valentine. Resta comunque da vedere come disporranno le loro carte sul tavolo a lungo andare: abbiamo quindi bisogno di più di un quarto d'ora di musica per poterci davvero sbilanciare. Le basi a dire il vero ci sarebbero pure, tuttavia meglio non essere avventati e attendere una prestazione sostanziosa che ci dia quantomeno riprova di ciò che di buono hanno espresso in questo "Danger". C'è tempo, e un ascolto in più non guasta mai.

 

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