BURNING COLOSSUS – A New Horizon

 
Gruppo: Burning Colossus
Titolo:  A New Horizon
Anno: 2010
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Great Unknown
  2. Monolithic
  3. Riders Of Doom
  4. Eaten By The Storm
  5. Witchdoctor
  6. Killed By The Light
  7. Freakshow
  8. The Tower
DURATA: 33:10
 

Giovane formazione quella degli svedesi Burning Colossus, giovane quanto sbrigativa nel dar vita dapprima a un buon ep d'esordio dal titolo "Seven Heads" nel 2009 e bissare quest'anno con l'uscita del debut album "A New Horizon".

Stoner-doom dai tratti influenzati a più riprese dall'heavy, è questa la proposta del gruppo, otto tracce che sanno di deserto ma che vibrano fortemente metallizzate, si parte in quarta con "The Great Unknown" dai toni accesi, la chitarra in alcune incursioni ricorda i Maiden, viene fuori prepotente la figura di Glenn Danzig da cui Jimmy pare aver tratto ispirazione per le linee e l'impostazione vocale.

Con "Monolithic" la sfera anni Settanta emerge prorompente, il pezzo è trascinato, di quelli che scandiscono in maniera netta e costante il proprio passaggio, il cantato diventa evocativo e la presenza dei Wall Of Sleep è percettibile, nulla che non possa esser gradito da un fan del genere. Si prosegue incontrando sul nostro cammino la rivoltosa "Riders Of Doom" scura e nervosa, "Eaten By The Storm" che alterna la viaggiante dolcezza di atmosfere tendenti al doorsiano acuite dall'ausilio vocale di Hanna Jacobsson Kristo a sferzate ruvide rock-heavy, sul finire fa la propria comparsa anche un'inaspettata fisarmonica, innesto indovinato.

Con "Witchdoctor" è un classico suono southern ad accoglierci: deserto, motocicletta e il nulla che vi si para davanti infinito, troverete un punto in cui il riffato vi farà pensare: cazzo è "Seek And Destroy"? Già, diciamo che una parvenza o più la si ritrova in uno dei giri che i Burning Colossus han tirato fuori dal cilindro: ma come calza a pennello! L'on the road continua anche con la successiva "Killed By The Light".

Le sensazioni, che come una girandola vanno ricreandosi a ogni cambio di riff, fanno di questo "A New Horizon" un album di quelli che esaltano le giornate assolate e torride facendo uscire il Sole anche quando la pioggia insistente dovesse colpire il vostro capo. "Freakshow" è l'ennesima conferma di quanto siano bravi nel combinare fasi lente e distensive con altre concitate ed espressive, è talmente fluido lo scorrere delle tracce che si arriva all'ascolto di "The Tower", ultimo episodio che ci divide dalla fine, con una facilità disarmante e la voglia di rimetterlo su senza pensarci due volte.

C'è veramente poco da dire ancora, suonato con tutti i crismi dovuti, con una produzione che riesce a dare un buon equilibrio alla strumentazione ed è avvalorato dalla prestazione del cantante in forma stratosferica, non posso far altro che dire: comprate il disco dei Burning Colossus, "A New Horizon" vale dalla prima all'ultima nota emessa, non lasciatevelo sfuggire.

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