BURNING LOVE – Rotting Thing To Say

 
Gruppo: Burning Love
Titolo:  Rotting Thing To Say
Anno: 2012
Provenienza:  Canada
Etichetta: Southern Lord Recordings
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. No Love
  3. Karla
  4. Superstitious Friend
  5. The Body
  6. Made Out Of Apes
  7. 12:31
  8. Hateful Comforts
  9. Tremors
  10. Damage Case
  11. Pig City I
  12. Pig City II
  13. Broken Glass
  14. Outro
DURATA: 35:00
 

Il problema che accomuna tante band al giorno d'oggi è quello che risiede nello stile della proposta, troppi provano a fondere più generi, pochi ci riescono, in questa sparuta minoranza rientrano i Burning Love.

La formazione di Toronto, al secondo album con "Rotten Thing To Say", piazza quattordici brani di hardcore/punk nei quali si annettono influssi metal e rock alla Queens Of The Stone Age, sono bravi nel non scimmiottare un panorama che ha deciso spesso e volentieri di estremizzarsi a favore di ritmiche costantemente in d-beat e similitudini d'impronta death che hanno finito per standardizzarne il più delle volte i risultati.

Quello che piace dell'album è la sua sua vitalità verace, il suo essere sprezzante e scatenato, diretto verbalmente: prendendo di mira sia i creduloni in "Superstitious Friend", colpendo duro per ciò che riguarda le amnesie di coscienza dell'uomo in "Hateful Comforts", l'instabilità e la malsanità di una coppia nella quale violenza, stupro e omicidio divennero la quotidianità in "Karla" (pezzo dedicato alla Homolka, moglie di Paul Kenneth Bernardo) e l'ingrassamento come maiali alle spese del prossimo nei due capitoli denominati "Pig City". Com'è giusto che sia, in un disco impegnato invitano alla lettura dei testi per familiarizzare al meglio con l'aspetto musicale.

Sul piano delle note comunque non è che le mandino a dire, brani quali "Karla" e "The Body" sono pesanti e assassini e gli appena trentotto secondi di "Tremors" da rompicollo. Alternando poi posizioni più rockeggianti, come avviene ad esempio in "Made Out Of Apes", "Hateful Comforts" e "Broken Glass", con altre decisamente punk, si vedano i due capitoli di "Pig City", i Burning Love mantengono alta l'attenzione. Quanto è bella la semplicità di una canzone in stile "No Love"!

Gli ingranaggi girano alla perfezione, le prestazioni dei singoli sono ciò che ci si attende da una prova simile, soprattutto il cantante Chris Colohan, lo ricorderete nei Cursed, è in ottima forma, la sua voce è invitante, energica, minacciosa e si adatta a ciascun pezzo. Al tempo stesso non posso esimermi dal riconoscere i meriti di un riffing che nelle parti più melodiche quanto in quelle più ruvide e acide si rivela maturo e incazzato, brave davvero le due asce, Andrus Meret e Patrick Marshall.

Suoni in un certo modo e vuoi un certo suono? A chi ti rivolgi? All'uomo perfetto per le tue esigenze, in questo caso il nome quasi inevitabile da incrociare dietro il mixer è quello del signor Kurt Ballou (Converge) e di rimando i suoi GodCity Studio in Massachusetts, si va sul sicuro.

I Burning Love si confermano come band sulla quale puntare, nessuna sorpresa vera e propria, tanta qualità coniugata a una muscolarità ben presente fanno di "Rotten Thing To Say" un lavoro che di certo divertirà gli amanti del genere. L'acquisto? Fossi in voi un pensiero lo farei, in collezione dischi simili fanno sempre la loro degna figura.

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