BURSTING – Cervical 7″

BURSTING – Cervical 7″

 
Gruppo: Bursting
Titolo:  Cervical 7"
Anno: 2011
Provenienza:  Belgio 
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Dominhated
  2. We Are The Legion
  3. Scatho-Holyk
  4. Psycho Demonic
  5. Holy Jack
  6. Devilish Pope's Driver
  7. Milf Hunter
  8. Say It To My Horse
  9. Swallow My Words
  10. Li Spetin
DURATA: 36:44
 

Band operaie, quante volte avrete letto questo termine all'interno dei miei scritti? Tante e un motivo c'è e importante dato che le ritengo fondamentali quanto le prime linee. Sono quelle formazioni che mantengono a galla la scena nei momenti di crisi, che ti permettono d'ascoltare buona musica non dovendo affrontare approcci con mischioni poco usuali e che nell'attimo in cui le metti su, sai già cosa ti attende e consapevolmente ne sei contento, sai di non venir deluso. A quanto sembra i belgi Bursting possono ritagliarsi un po' d'aria vitale in questo micro-mondo e non conoscendone il debutto ciò che leggerete si basa sull'ascolto di "Cervical 7", il loro secondo album.

La formazione thrash-death è costituita da musicisti parecchio attivi nell'underground in realtà quali Neverlight Horizon e Catarrhal e con passati nelle fila di Devoured, Orion's Night e Xhzenat, si percepisce infatti che non sono di primo pelo, la botta e la sostanza contenute nel lavoro, per quanto omogenee e improbabilmente definibili come originali, tirano calci sin dalle note in apertura affidate a "Dominhated", facendo chiaramente intendere che le perdite di tempo e i ghirigori vari non sono di casa.

Le influenze sono disparate, si percepisce in alcuni punti qualche reminiscenza alla Bolt Thrower, in altri sono papabili il groove e la frenesia degli Obituary d'inizio carriera con il thrash più estremo come componente co-dominante di un disco nel quale si possono riconoscere le anime di Kreator, Sodom e Slayer.

Una volta aperto il cassettino del lettore cd e infilato "Cervical 7", l'unica cosa da fare è star lì e prendersi per bene le dieci mazzate consecutive. La parte centrale della scaletta, quella che va da "Scato-Holyk" — traccia dall'appeal stranamente simil finnico-svedese — sino a "Milf Hunter" compresa,  è la più reattiva, non sono presenti cali di tensione e i cinque vanno costantemente a pieni giri.

Il batterista Rebhell è una bella macchinetta e soprattutto picchia, non è la femminuccia iper-pulita che pare accarezzare le pelli e stesso discorso vale per il cantato di Laurent Rasir che per lo più si orienta su un growl/scream acido, facendo venir fuori un bel contrasto nei frangenti in cui la voce viene accompagnata dalla solistica che si fa carico di soluzioni melodiche di buon gusto.

I Bursting sono una frustata di salute e v'invitano a unirvi a loro in una sessione spaccacollo della durata di trentasetteminuti scarsi. Siete fuori allenamento? "Cervical 7" potrebbe rimettervi in forma. Non lo siete? Sarà comunque lì a incitarvi e immettere adrenalina in corpo dimostrando ancora una volta che per offrire della buona musica non si debba per forza tirar fuori il coniglio dal cilindro, ma metterci attitudine e anima. Il mio consiglio? Ascoltate e ponderatene l'acquisto.

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