BUS – The Unknown Secretary

 
Gruppo: Bus
Titolo: The Unknown Secretary
Anno: 2016
Provenienza: Grecia
Etichetta: Twin Earth Records
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TRACKLIST

  1. Fallen
  2. Masteroid
  3. New Black Volume
  4. Forever Grey
  5. Don't Fear Your Demon
  6. Rockerbus
  7. Withered Thorn
  8. Over The Hills
  9. Jimi
DURATA: 44:26
 

Dopo una lunga pausa, ritorno a scrivere per Aristocrazia. L'estate è bella che andata, l'inverno praticamente alle porte e ci sarebbero davvero moltissimi dischi con i quali perdersi e apprezzare il momento di questo rientro. Uno di quelli che più mi ha fatto compagnia, e del quale mi accingo a scrivere, in questi mesi d'assenza è stato "The Unknown Secretary", il debutto ufficiale del quartetto ateniese dei Bus, contenente trequarti d'ora di heavy metal e hard-rock a tinte doom.

Il lavoro in questione è decisamente indirizzato all'orecchio di chiunque adori il suono NWOBHM, sono infatti percettibilissime le influenze di gente come gli Angel Witch così quanto i capofila Iron Maiden e numi tutelari che hanno a loro volta contribuito alla nascita del suddetto movimento, come Black Sabbath e Thin Lizzy, decisamente riscontrabili sia nelle scelte stilistiche intraprese per sviluppare i pezzi sia nell'atmosfera infusa. I brani sono quanto di più piacevolmente classico e coinvolgente ci si possa attendere da una formazione che adora quel mondo. Alle volte strizzano l'occhio al versante più ruvido e diretto del suono (il piacevole "New Black Volume"), in altre si affidano al ritornello maggiormente canticchiabile (l'attraente "Forever Grey"), non lasciando imbattute le strade che permettono l'infiltrazione in territorio proto-doom ("Don't Fear Your Demon") e di rilasciare ondate di puro heavy ("Rockerbus", "Withered Thorn" e "Jimi").

È forte la sensazione che il trascorrere del tempo si sia fermato a cavallo fra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, in quel meraviglioso periodo storico che con i suoi parti discografici ci ha fatto, ci fa e continuerà a farci sognare. Forse un famelico ascoltatore del genere potrebbe sentenziare che "The Unknown Secretary" sia solo l'ennesima proposta riverente nei confronti dei miti che cibano costantemente il nostro udito e probabilmente almeno in parte non mi sento di smentire tale affermazione. Detto ciò, gliene consiglierei comunque l'ascolto, suggerendogli di godersi l'operato di musicisti in grado di attrarre grazie a una buona — tuttavia ancora affinabile e personalizzabile — capacità compositiva, emanando inoltre vibrazioni metalliche genuine in maniera tanto semplice quanto efficace lungo tutta la durata dell'album.

Se chi ben comincia pare sia a metà dell'opera, non rimane altro che completarla. Attendendo quindi un secondo capitolo targato Bus che confermi la bontà di tale progetto, torno a spassarmela in loro compagnia e vi consiglio di fare lo stesso.

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