CALLING OF LORME – Pygmalion

CALLING OF LORME – Pygmalion

 
Gruppo: Calling Of Lorme
Titolo:  Pygmalion
Anno: 2013
Provenienza:   Francia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Layman
  2. Lore
  3. Pygmalion
  4. Child In Ebony
  5. Dust
  6. Away The Grim Stars
  7. 1720
  8. Hindsight
  9. Babylon
  10. Nights Out Nights
  11. Cold Line
DURATA: 48:48
 

In un'epoca in cui tutto passa (troppo) rapidamente, musica compresa, è un vero piacere confrontarsi con album che ti spingono a sostare presso di loro più a lungo del solito, per approfondire il concetto che vi si cela dietro o imparare qualcosa di nuovo. In questa maniera si realizza quella personalizzazione richiesta a ogni gruppo per evitare di divenire la fotocopia di altre numerose imitazioni ed essere magari etichettato troppo frettolosamente. È questo il caso del disco d'esordio dei transalpini Calling Of Lorme intitolato "Pygmalion".

Charles De Lorme (noto anche come Delorme) fu un medico al servizio della famiglia dei Medici (scusate il gioco di parole) e di ben tre re francesi, figlio d'arte e uomo di grande cultura, a lui si deve l'abito del medico della peste: caratterizzato dalla nota maschera a forma di becco adunco, che avrebbe dovuto evitare il contagio grazie alle sostanze aromatiche contenute, occhiali, lunga veste in tela cerata, guanti, bacchetta per sollevare gli abiti dei malati e cappello a larghe tese. Questo look conferiva al dottore un aspetto inquietante, poiché associato nella cultura popolare direttamente all'idea della morte.

"Pygmalion" si configura come "la proclamazione dei principi indefettibili degli adepti": un percorso di conoscenza attraverso riti di iniziazione che spazzeranno via l'oscurità per far trionfare la luce e la libertà, dopo che le vecchie credenze saranno state abbandonate. Questa ricerca della sapienza è messa in musica utilizzando un industrial metal massiccio, basato su ritmiche perlopiù quadrate, chitarre potenti, effetti electro e tastiere che conferiscono diverse sfumature ai pezzi. Se a questi elementi aggiungiamo una voce come quella di Jy, spesso marziale e dal tono severo, la mente non può non richiamare Till Lindemann e i Rammstein in una veste più cupa e oscura, priva del sarcasmo e della "leggerezza" dei Tedeschi. In certi frangenti addirittura mi paiono palesi rimandi a specifiche canzoni, per non parlare dei ritornelli durante i quali viene ripetuto il nome stesso della canzone ("Layman").

Come detto il disco è piuttosto robusto e omogeneo, tuttavia nella parte centrale emergono sfumature più differenziate e talvolta meno cupe: "Away The Grim Stars" possiede un tocco "tamarro" e qualche soluzione coi sintetizzatori che potrei accostare ai Deathstars; la voce femminile fa sembrare "Hindsight" la tipica composizione pop-gothic alla moda, invece il brano si rivela ammiccante eppure il più articolato e ricco di soluzioni vocali del lotto, fra cui un effetto robotico, senza comunque mancare della consueta dose di sonorità martellanti; "Babylon" è la ballata dell'album per così dire, dotata di un incipit orchestrale degno di una colonna sonora sinfonica, mentre il tono generale è agrodolce — anche grazie alla voce non più aspra, ma in totale pulito — e presenta un crescendo di pathos interessante.

Il comparto "formale" dell'opera è eccellente, forte di un digipak professionale, libretto di sedici pagine con testi leggibili e suoni curati alla perfezione. E tutto questo è solo farina del sacco dei Calling Of Lorme, poiché si parla di una completa autoproduzione!

Alla luce di quanto detto, "Pygmalion" è un disco facile da inquadrare e con riferimenti precisi, tuttavia ciò non deve sminuire l'ottimo lavoro svolto dai Francesi, poiché molti pezzi sono trascinanti, mentre da altri si deduce che il gruppo possiede le carte in regola per evitare di soffrire in futuro di una eccessiva omogeneità sonora, difetto che talvolta si è palesato durante l'ascolto. Senza dimenticare che la potenza sprigionata del loro industrial metal è una merce preziosa da proporre sul palco. Promossi!

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