CALM HATCHERY – El Alamein

CALM HATCHERY – El Alamein

 
Gruppo: Calm Hatchery
Titolo: El Alamein
Anno: 2004
Ristampa: 2012
Provenienza: Polonia
Etichetta: Defense Records
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TRACKLIST

  1. Stone Wings Of The Emperor
  2. Beauty Of Pain
  3. El-Alamein
  4. God Of Shadows
  5. Obexob (The 22nd Hour)
  6. Execution
  7. Evolutionary Burning
  8. Psycho Desert
  9. I'm Coming For Your Throne
  10. These Which Were
  11. Kissing The Graphitic Skin
  12. Shine For The Choosen One
  13. Lost In The Sands
DURATA: 52:01
 

I Calm Hatchery sono una di quelle band che nel 2010 destò la mia attenzione. Pur non apportando chissà quale novità alla scena, il death metal dei polacchi le regalò un disco piacevolissimo come "Sacrilege Of Humanity". Nell'attesa di vedere dato alla luce un successore, la Defense Records ha ridato vita al debutto "El Alamein", il lavoro prodotto in prima botta nel 2004 in pro-cdr e poi rilasciato in versione cd dalla Via-Nocturna e in tape dalla Malktross Productions. Il disco in questione non era proprio reperibilissimo e quindi ritrovarselo in giro è buona cosa, ancor più dato che sono stati inseriti anche i pezzi del promo del 2007 intitolato "These Wich Were".

In totale abbiamo adesso a disposizione cinquantadue minuti di death suonato e interpretato nel più classico stile polacco, i riferimenti come già detto al tempo della recensione del secondo capitolo discografico sono particolarmente evidenti, tanto da non esserci bisogno di menzionarli. Quello che importa davvero è ricevere la possibilità di accostarsi a una prestazione solida e che basandomi sull'ascolto di questa nuova versione dell'album — per qualità dei brani e produzione — non sfigura di certo accostata a molte delle uscite odierne del panorama nazionale.

La scaletta di "El Alamein" butta sul piatto gli elementi ormai noti: muscoli, animo battagliero, una discreta dose di melodia malevola e una genuina forma di violenza che si traduce nel concepimento di pezzi non particolarmente articolati, che mantengono per lo più forma compatta e adeguata a un'esecuzione arrembante. Solo due brani superano i cinque minuti di durata ("Psycho Desert" e "Lost In The Sands") e un paio a stento sfiorano i quattro.

Come accade sovente odiernamente, pur non brillando di certo per originalità, riescono a scalfire il cuore dell'appassionato grazie a quel suono riconoscibilissimo della madre patria e in questo caso anche per l'assenza di riempitivi veri e propri che possano inficiare l'ascolto. Tracce come "Beauty Of Pain", "God Of Shadow" ed "Execution" potrebbero essere considerate papabili hit, ma in un disco simile — dove non vi è una disuguaglianza di valori così netta da poter far gridare al miracolo per una canzone piuttosto che un'altra — il blocco assimilato per intero svolge il proprio compito con ordine e risolutezza e questo alle volte può bastare.

Noterete che i pezzi elencati sono tredici, vi è la presenza però di una quattordicesima traccia nascosta: si tratta della cover di "Living Monstrosity", canzone contenuta in "Spiritual Healing" (perché 'sto capolavoro è sempre bistrattato?) dei Death, che nulla toglie o aggiunge alla prestazione dei Calm Hatchery. Buona la resa e la riproposizione, ma nulla che faccia strappare i capelli dalla testa.

Per gli attenti fruitori del metal made in Poland, il ritorno sul mercato di "El Alamein" potrebbe essere alquanto interessante. Se aveste avuto modo di ascoltarlo in passato e non foste riusciti a reperirlo, adesso sarebbe per voi arrivato il momento giusto per farlo.

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