Cân Bardd - Devoured By The Oak| Aristocrazia Webzine

CÂN BARDD – Devoured By The Oak

Gruppo: Cân Bardd
Titolo: Devoured By The Oak
Anno: 2021
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Northern Silence Productions
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TRACKLIST

  1. Echoes Of The Moss
  2. Une Couronne De Branches
  3. Devoured By The Oak Pt. I
  4. Devoured By The Oak Pt. II
  5. Crépuscole
  6. Spleen By The Pond
  7. Autumn Shore
  8. Blomsterkransen
DURATA: 57:36

Sold out in — quasi — tutti i formati, in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi, Devoured By The Oak è la conferma discografica dei Cân Bardd. La premiata ditta Civelli-Watson ha unito di nuovo le forze con Northern Silence Productions e ha consegnato ai fan dell’atmospheric black metal una delle prove più belle e convincenti dell’anno quasi terminato. Dopo essersi catapultati nel 2018 in quello spaccato musicale in cui pullulano gli ammiratori della natura con Nature Stays Silent e aver confermato le proprie potenzialità poco meno di un anno dopo con The Last Rain, Malo e Dylan avevano l’arduo compito di non deludere le aspettative; prova che, possiamo dirlo senza problemi, i nostri giovani amici hanno superato senza apparenti difficoltà.

Devoured By The Oak segue la formula magica che ha già caratterizzato le due opere precedenti dei Cân Bardd. Una sorta di recollection in tranquillity worsdsworthiana caratterizza i testi in francese, inglese e — attenzione — svedese, scritti e cantati da Malo Civelli, che si inseriscono su un impianto strumentale di assoluto rispetto. Strati su strati di chitarre melodiche ma mai troppo delicate svettano su un promontorio di orchestrazioni grosse grosse grosse, tanto puramente di sottofondo quanto predominanti nella composizione generale dei pezzi. Pensa agli ultimi Wintersun, toglici il palo in culo che ha Jari, taglia di un miliardo il livello di presunzione ma mantieni la qualità delle idee e, per quanto possibile, delle produzioni e hai un’idea di cosa ti aspetta.

La prova vocale di Civelli, così come quella su qualsiasi altro strumento di cui è stato responsabile, è assolutamente ineccepibile, almeno tanto quanto quella del compare di scorribande, Dylan Watson, dietro le pelli. Strumentali aprono (“Echoes Of The Moss”) e danno respiro (“Crépuscule”) a una scaletta ricca di evoluzioni, che passa dai dieci minuti del singolo d’apertura “Une Couronne De Branches” al quarto d’ora e più della title track, sdoppiata in due parti, per poi arrivare a concludersi con la ballata acustica “Blomsterkransen” (letteralmente anello di fiori), coi suoi tre minuti e mezzo di melodie sognanti sulle quali volteggia la magnifica voce dell’ospite Linnéa Lindqvist. Torna a dare manforte ai Cân Bardd anche il signor Mirrorthrone, Vladimir Cochet, che dopo aver messo la voce su The Last Rain ha aggiunto alcune parti di chitarra acustica sui due pezzi in francese di Devoured By The Oak, “Une Couronne De Branches” e “Crépuscole”.

Chi segue Cân Bardd già sa di cosa stiamo parlando. Chi scopre il loro nome leggendo questa recensione si prepari. Devoured By The Oak è semplicemente una delle uscite folk-atmosferiche dell’anno, degna di essere accostata e paragonata ai momenti più alti di Panopticon, Sojourner, Elderwind e Saor. Se quello che senti ti piace e vuoi procurarti una copia fisica del terzo album degli svizzeri, corri su Bandcamp: sia sul loro profilo che su quello gestito da Northern Silence non restano che una manciata di copie.