Cannibal Corpse - Evisceration Plague

CANNIBAL CORPSE – Evisceration Plague

Gruppo:Cannibal Corpse
Titolo:Evisceration Plague
Anno:2009
Provenienza:U.S.A
Etichetta:Metal Blade Records
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TRACKLIST

  1. Priests Of Sodom
  2. Scalding Hail
  3. To Decompose
  4. A Cauldron Of Hate
  5. Beheading And Burning
  6. Evidence Un The Furnace
  7. Carnivorous Swarm
  8. Evisceration Plague<
  9. Shatter Their Bones
  10. Carrion Sculpted Entity
  11. Unnatural
  12. Skewered From Ear To Eye
DURATA:38:48

Sono trascorsi tre anni dall’ultima uscita dei Cannibal Corpse, ed ecco che finalmente posso parlare del loro nuovo capitolo Evisceration Plague, un lavoro che si discosta dal classico suono di matrice Cannibale, regalando evidenti aperture melodiche e passaggi al limite dell’alta fruibilità, ma che ha in sé una dote forte ed importante: l’esperienza della band.

All’ascolto si nota subito la ricerca da parte di Mazurkiewicz di modificare il suo stile, rendendo le parti di batteria più varie, meno prevedibili, tutto senza rinunciare alla genialità di Webster, che non si limita a saturare gli spazi mettendoci molto del suo basso, aggiungendo sempre quella nota al posto giusto che fa la differenza. “To Decompose” e “A Cauldron Of Hate” sono l’esempio evidente di come l’evoluzione vien messa in pratica, i tempi medi e le tirate sono ben congeniate dando profondità e fluidità, agevolando di molto il lavoro delle chitarre, libere di esprimersi al meglio. L’accoppiata composta da Rob Barret e Pat O’Brien sciorina riff su riff, iniziando l’ascoltatore ad un massacro costante e armonicamente perfetto, non disdegnando l’esecuzione di assoli brevi ed efficaci.

Inoltrandosi traccia dopo traccia ci si accorge di come non ci siano filler e nemmeno un pezzo che domini sugli altri, come potevano essere invece una “Hammer Smashed Face” ai tempi o una “Make Them Suffer” in giorni più recenti. Certo è che “Carnivorous Swarm”,”Shatter Their Bones” o la conclusiva “Skewered From Ear To Ear” possono entrare di diritto fra le migliori canzoni dei Cannibal Corpse dai tempi di Gallery Of Suicide. Il capitolo omonimo, lento e cadenzato, è sicuramente quello più atipico, che però dona ancora più valore e diversifica il lavoro, facendo di Evisceration Plague un album orientato verso il futuro.

Se dopo vent’anni siamo ancora qui a parlare di George Fisher e compagni e ad ascoltare la loro musica è per dei motivi più che validi. Attitudine, Coerenza, Death Metal. Questo sono i Cannibal Corpse, che ancora una volta hanno fatto decisamente centro.

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