Carved Cross: minimalismo Black Metal dalla Tasmania

CARVED CROSS – Severance Of Disparity In Absolute Acrimony

Gruppo:Carved Cross
Titolo:Severance Of Disparity In Absolute Acrimony
Anno:2020
Provenienza:Australia
Etichetta:Death Shadow Records
Contatti:non disponibili
TRACKLIST

  1. I – Symbolic Attrition In Woeful Abandon
  2. II – Refuge For The Powerless
  3. III – Nocturnal Trepidation For Internal Destruction
  4. IV – Failed Consummation Is The Fatuity Of Completion
DURATA:39:11

I Carved Cross sono una band piuttosto inusuale, quasi sconosciuta in Italia ma che ha saputo costruirsi un’aura di culto negli ambienti underground di certo black metal. Attivi sin dal 2012, questi australiani provenienti da Hobart (Tasmania) propongono da sempre (cioè dal 2012) un raw black metal grezzo e selvaggio, ma al tempo stesso atmosferico. Giunta al quarto album, la band ha probabilmente toccato il suo punto più alto grazie al lavoro precedente, The Yawning Abyss Of Perdition (2018), uscito per la cinese GoatowaRex, un’opera caratterizzata da atmosfere funeree e cadenzate, dal sapore vagamente depressive. Ciò ha spianato la strada a questo nuovo Severance Of Disparity In Absolute Acrimony, uscito sotto l’etichetta statunitense Death Shadow Records: pubblicato agli albori del 2020, il disco ripercorre fedelmente le coordinate stilistiche della band tasmaniana. I Nostri sono caratterizzati da un’estetica che più minimalista non si potrebbe, tanto che su internet non si trova alcun contatto diretto della band: l’unico è quello della minuscola label Overuse, gestita dal chitarrista MN. Certamente parliamo comunque di un black metal molto diverso da quello di scuola scandinava, anche nei temi: siamo più vicini a un’idea di natura desolata, come testimoniano anche le copertine.

Il disco consta di quattro brani per poco meno di quaranta minuti di musica, il che farebbe pensare a un ascolto abbastanza impegnativo. Sicuramente c’è da abbandonare il concetto di forma canzone classico, se ci si vuole approcciare ai Carved Cross in maniera adeguata. La struttura dei brani prevede infatti una lenta batteria che sorregge riff di chitarra quasi indiscernibili, mentre un lamento lontano proferisce inni di odio e dolore. La scelta di produzione è decisamente lontana dagli standard delle grandi etichette black metal, tuttavia fornisce anche uno spaccato interessante sull’interpretazione del genere. Gli australiani, infatti, scelgono volontariamente di riproporre un sound più vicino all’underground degli anni Novanta. Per scomodare qualche paragone, non è un caso che ricordino da vicino i Mütiilation di Remains Of A Ruined, Dead, Cursed Soul o i Moonblood di Blut & Krieg.

C’è da dire che la formula summenzionata, così semplice e ripetitiva, è assolutamente congeniale all’estetica del gruppo, che celebra un minimalismo che va anche oltre lo stesso black metal. L’interesse verso la ripetitività del riff e la ricerca di un determinato tipo di atmosfera affonda le sue radici anche in certa musica elettronica; basti pensare alle tecniche di loop synth o noise che, in sede di composizione, ricordano molto da vicino l’approccio dei Carved Cross, i quali a loro volta cercano di trasporre la stessa formula nel black metal. A riprova di questo, il terzo brano dell’album, “Nocturnal Trepidation For Internal Destruction”, si regge quasi interamente su poche note synth ripetute ad libitum; il riassunto grafico lo troviamo nell’artwork rigorosamente in bianco e nero, dove troneggia una costruzione nel mezzo di un paesaggio spoglio.

Un disco difficile? Sicuramente. Ma se amate un certo black metal degli anni Novanta e siete familiari con alcune frange sperimentali dell’elettronica, troverete pane per i vostri denti. I Carved Cross vi aspettano al varco.

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