CAVADOR – …De Tumbas

Informazioni
Gruppo: Cavador
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/cavador
Autore: Mourning

Tracklist
1. Tierra Arrasada
2. Esclavo Del Mercado
3. Colmena De Hierro
4. En La Linea De Fuego
5. Nunca Más
6. Mundo De Dolor
7. Cavador
8. …De Tumbas
9. Ultrajado

DURATA: 40:07

CAVADOR - ...De Tumbas Il revival thrash continua a produrre a ritmo incessante dischi che si rifanno alle sonorità andate, ne sono già stati recensiti un bel po’ sul nostro sito ed è adesso arrivato il turno dei Cavador.
La formazione argentina, attiva da quasi una decade, con l’autoprodotto “…De Tumbas” da vita al proprio debutto ufficiale, nove tracce che miscelano influenze più estreme ad altre classicamente heavy per venare una natura primorde che da act come Metallica, Megadeth e Testament prende riferimento essenziale.
Ascoltando uno per uno i brani vi renderete subito conto di quanto sia una prova che riprende gli stilemi conosciuti e che da sempre fanno presa sul thrasher, si hanno quindi una discreta velocità, pezzi dal piglio semplice e d’impatto, discreti assoli, con l’unico punto su cui dover più volte sbatter la testa per decidere se apprezzarlo o meno riguardante la voce di Emanuel Salgado.
Il cantante esegue le liriche esclusivamente in ispanico e questo non è di certo un problema, è l’alternanza fra il graffiato rauco e il clean che può essere interpretata da alcuni come poco piacevole, consiglio comunque di non affidarsi a un giudizio estemporaneo dato che con il numero dei passaggi on air è possibile assimilarne l’operato rendendosi conto di quanto il ragazzo provi a più riprese a dare una personalità alla prestazione, punto decisamente a suo favore.
Identificare le intenzioni della band sarà alquanto facile, l’opener “Tierra Arrasada” è esplicativa sul come si muovano e su quali soluzioni si basi il loro tributare omaggio allo stile mostrandosi con le caratteristiche sopracitate e condita da cori melodici da canticchiare, già perchè dopo un due-tre volte che le si mette on air vien facile andar dietro a canzoni come “En La Linea De Fuego” dove l’heavy è in bella mostra e il ritornello invita al canto.
Una “Esclavo Del Mercado” risalta per l’impostazione pregna di carica del riffing, l’accoppiata “Cavador” e “… De Tumbas” invece per l’aumento delle tonalità scure con conseguente cambio di mood mentre “Nunca Más” mette sul piatto buono della bilancia una costruzione lievemente più articolata che rimanda al periodo “So Far, So What… So Good!” dei Megadeth.
Si dimenano dando corposità ai testi impegnati e socialmente indirizzati, non tutto però ancora quadra come dovrebbe, in alcuni punti si percepisce un calo d’intensità dovuto a scelte arcinote e la personalità ha bisogno di avere un proprio sbocco ancora solo accennato.
Si potrà discutere anni interi su tale argomento dato che è comunque una delle pecche riscontrabili nel 99,9% delle uscite odierne ed è quindi meglio non dannarsi troppo l’anima prendendole per ciò che sono e stop, ovviamente il discorso non vale esclusivamente per il thrash.
I Cavador han tirato fuori un album che farà felici i cultori del retrò sound, suona bene e con la compagnia adatta una bella sbronza non ve la toglie nessuno, sono altresì convinto però che partendo da “… De Tumbas” questi musicisti possano offrire di più e quindi mi auguro un sequel che dia una versione avanzata della loro proposta. Nell’attesa: birra, play e thrash on air.

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