Cave Altar - Impermanence

CAVE ALTAR – Impermanence

Gruppo: Cave Altar
Titolo: Impermanence
Anno: 2021
Provenienza: Ungheria
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Impermanence
  2. Soul Drift
DURATA: 08:01

Basta guardarsi intorno per cogliere diverse manifestazioni dell’impermanenza, soprattutto in una stagione tanto transitoria quanto affascinante come l’autunno: nelle foglie che si accartocciano, nei fazzoletti buttati a terra che vengono trascinati via dal vento, ma anche nel battito d’ali di una farfalla, che potrebbe essere la stessa scelta dai Cave Altar per l’artwork della loro demo di debutto, intitolata proprio Impermanence.

L’enigmatico duo ungherese è composto dal polistrumentista G.V. e dal batterista Kryptagonist, compagni di merende anche all’interno degli Holdlajtorja. I due hanno deciso di unire ulteriormente le forze e di esplorare i meandri della decadenza nella sua forma più affascinante e mortifera.

Forse proprio per una naturale evoluzione, Impermanence non potrebbe muoversi su altri binari che quelli tracciati dal doom, procedendo in maniera più che equilibrata tra la decomposizione mortifera del funeral e il growl oltretombale che viene prediletto dalle compagini death del genere meno zompettante che ci si possa immaginare. Questa impostazione contraddistingue soprattutto la title track, mentre “Soul Drift” sviluppa una vena melodica che contribuisce a rafforzare la sensazione che l’impermanenza cantata dai Cave Altar non sia semplicemente caduca ed effimera, ma nasconda anche una certa bellezza struggente, che non viene affatto penalizzata dal minutaggio contenuto della demo.

Impermanence avrà anche una durata lampo, ma è grazie ai suoi due brani che G.V. e Kryptagonist scoccano una freccia dritta al cuore degli amanti del doom mortifero e dello spleen in generale. Un’immersione tanto fugace quanto profonda nell’universo sensoriale di una band che mi auguro possa avere molto altro da narrare.