Cemetery Of Scream - Melancholy | Aristocrazia Webzine

CEMETERY OF SCREAM – Melancholy

Gruppo: Cemetery Of Scream
Titolo: Melancholy
Anno: 1995
Ristampa: 2021
Provenienza: Polonia
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Prologue (Fragment Of Leopold Staff’s Poem)
  2. Melancholy
  3. Interlude I
  4. Dolor Ante Lucem
  5. Interlude II
  6. Gods Of Steel
  7. And Just The Birds…
  8. Apocalyptic Visions (Part II)
  9. Anxiety
  10. Interlyde III
  11. Landscape Of Sadness
  12. Lost Flowers
  13. Interlude IV
  14. Violet Fields Of Extincion
  15. Intelude V
  16. Epilogue (Fragment Of Leopold Staff’s Poem)
  17. The Shadows Of Notre Dame Cathedral
  18. Melancholy (Orchestral Version) [traccia bonus]
DURATA: 01:14:44

È vero che i Cemetery Of Scream non pubblicano un nuovo disco ormai dal 2009, ma la storica formazione gothic-doom polacca non è ancora in letargo. Nei mesi scorsi, infatti, Avantgarde Music ha iniettato nuova linfa vitale nella quasi trentennale attività discografica del sestetto riesumando Melancholy, il primissimo album pubblicato nell’ormai non più vicinissimo ’95.

Per chi non conoscesse la band, due note storiche più che doverose. Con la loro primissima formazione che risale addirittura al ’92 e una prima demo rilasciata appena un anno dopo, i Cemetery Of Scream si possono senz’altro definire dei pionieri dell’atmospheric doom metal. Parole loro, eh, non mie (nonostante le condivida): puoi leggerle nell’ultima pagina del libretto di Melancholy. Nel giro di un paio d’anni, i polacchi avevano riscosso abbastanza successo da essere inseriti assieme a nomi del calibro di Lacrimosa, Tiamat e Therion nella compilation Beauty In Darkness Vol. I firmata Nuclear Blast.

Fast forward ai giorni nostri. Sono trascorsi ventisei anni dall’uscita di Melancholy e tra quella edizione e la ristampa che stringo tra le mani sono passati altri quattro album e un EP. Sfortunatamente i Cemetery Of Scream non hanno conosciuto la stessa fama dei loro colleghi summenzionati, ma ciò nonostante rappresentano una di quelle chicche imperdibili per chi ama andare a fondo nella scoperta di un genere.

Nel 2021 Avantgarde ristampa Melancholy in formato digipak, con l’aggiunta della versione orchestrale dell’eponima “Melancholy” come bonus, e nel mio stereo è subito anni ’90. Riascoltato oggi, il primo disco dei Cemetery Of Scream è fresco quanto un bel manto di foglie ingiallite che ricoprono i prati di un cimitero inglese; insomma, l’apoteosi della freschezza per un disco gothic-doom. Chiaramente, l’influenza dei tre della Peaceville si sente abbondantemente, anche se forse è l’ombra dei My Dying Bride a stagliarsi più cupa sull’ora e un quarto — hai letto benissimo — di debutto del sestetto. Il bello dei Cemetery Of Scream, però, è il fatto che si pongono a metà strada tra l’Inghilterra dei primi ’90 e la Scandinavia dello stesso periodo. Quindi ritornano anche echi di Lacrimosa, Tiamat e Therion, così come primi Lake Of Tears, The 3rd And The Mortal e Theatre Of Tragedy, specialmente nelle apparizioni delle ospiti Magda Jaglarz e Paulina Piwowarczyk.

75 minuti di tappeti di ritmiche distorte e batterie dall’incedere posato, frammenti di poesie recitati con tono lugubre e versi malinconici resi con un growl tanto grezzo quanto cavernoso, il tutto racchiuso da un’aura di tastiere ariose e avvolgenti. La formula magica dei Cemetery Of Scream è semplice e oggi forse potrebbe anche sembrare banale, tuttavia è anche vero che Melancholy ha sulle spalle un quarto di secolo e porta i suoi anni benissimo. Alle faccine giovani e già prive di sorriso dei sei membri originali della formazione che troviamo stampate nelle due pagine centrali del libretto: grazie.

In chiusura, i Nostri avevano pubblicato sul finire del 2019 un nuovo video sul loro canale YouTube (“It Is Full Of Stars”), anticipando Oceans, il nuovo album previsto per il 2020. Per ora il sesto disco di casa Cemetery Of Screams non ha ancora visto la luce e non sembrano esserci novità decisive al riguardo, ma non demordiamo. Speriamo che questa ristampa di Melancholy spiani la strada di questo nuovo capitolo discografico che, a giudicare dalle premesse anticipate dal singolo, si prospetta una piccola chicca per gli amanti del gotico, nonostante il sound meno estremo e il pizzico di elettronica stile ultimi Katatonia — ma meno pacchiana.