CENTIMANI – Aegaeon

 
Gruppo: Centimani
Titolo:  Aegaeon
Anno: 2012
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Titanomachy
  2. Serpents Coil
  3. Self Aggrandizement
  4. Thyestean Banquet
  5. Flames Of Gehenna
  6. Fields Of Karelia
  7. Non Servium
  8. Sacramentum
DURATA: 39:13
 

Quando ho letto il nome e i titoli delle canzoni degli statunitensi Centimani giuro che ho avuto delle grosse perplessità, sarà che dopo aver ascoltato le puttanate pubblicate da Maurizio Iacono con quella band inutile che sono gli Ex Deo il pregiudizio era già dietro l'angolo pronto a tendere l'agguato, invece… invece per la mia, e nostra fortuna, i musicisti di Boulder in Colorado si presentano con una creatura melodica sì, ma massiccia e indiavolata. È un black/death dalle sfaccettature molteplici ciò che li rappresenta, una visione ampia del genere tanto da toccare lidi symphonic che ne impreziosiscono la proposta.

Partiamo dal nome Centimani, in questo periodo sono tornati di moda i film U.S.A. da usa e getta con otto miliardi di effetti speciali e trame risicatissime che narrano delle divinità elleniche, questi Centimani (o Ecatonchiri) erano giganti dalla forza incommensurabile che si rivelarono decisivi nella rivolta delle giovani divinità olimpiche guidata dai tre fratelli Zeus, Poseidone e Ade contro il padre Cronos. Una volta sconfitto, il Titano e i suoi alleati vennero però ricacciati nel Tartaro, il luogo più recondito e oscuro dell'Ade, nel quale erano già stati esiliati dal padre Urano, successivamente avrebbero tentato la ribellione ma gli olimpi grazie al soccorso del semi-dio Eracle ne fermeranno l'avanzata rispedendoli nelle profondità infernali. Questi episodi sono narrati nella cosiddetta "Gigantomachia" ma lasciamo da parte la mitologia ellenica per tornare ai giorni d'oggi e approfondire l'ascolto di "Aegaeon".

"Aegaeon" è un debutto vario, professionale, ben composto ed eseguito che sciorina dieci pezzi travolgenti sia per intensità che dinamica espositiva, gli americani sono brutali e sferrano dei colpi decisi anche serrando notevolmente i ranghi, quello che però è realmente apprezzabile della loro proposta è la capacità di cambiare in corsa la propria natura.

L'introduzione affidata alla melodie epiche e ancestrali della strumentale "Titanomachy", adornata da un'efficace e intrigante soluzione solistica, stende il tappeto rosso all'ingresso di "Serpent Coil" che con le note del piano e un'atmosfera a metà fra i Dimmu Borgir e gli Age Of Silence ci travolge improvvisamente con un'ondata dirompente. Il drumming di Isaac Faulk è scoppiettante con la doppia cassa a martellare con costanza, mentre il cantante Kyle Francis si mostra ferrato sia nell'impostazione growl che in quella scream, quest'ultima lievemente penalizzata nel mix. Le doti tecniche del gruppo sono elevate e lo si percepisce nella costruzione del riffing e dalle modalità con la quale spesso e volentieri i due chitarristi Eric Van Langenhoven e Jamie Hansen s'inseriscono nel contesto con gli assoli.

I Centimani scelgono di aumentare i cambi ritmici nella non linearità di "Thyestean Banquet", il pezzo più interessante sotto quest'aspetto, di divenire eleganti atmosfericamente col secondo capitolo strumentale in scaletta "Flames Of Gehenna" che anticipa l'assalto a spron battuto di una dirompente "Fields Of Karelia", traccia nella quale ancora una volta si fa apprezzare l'operato esagitato di Faulk dietro le pelli, coordinato perfettamente con le linee di basso di Max Holloway e il prezioso lavoro di rifinitura del tastierista Stu "Mouren" Puls. I sintetizzatori e gli inserti sinfonici all'interno del lavoro sono oculati e diligentemente assestati in maniera da divenire una parte in sé di "Aegaeon", evitando scontri con il resto della strumentazione per il dominio della scena.

La verità è che, pur riscontrando in più di una circostanza derivazioni da una formazione o da un'altra, i Centimani guadagnano punti perché ogni canzone risulta priva di una catena che vi riconduca forzatemene a essi. È più un accostamento che una forma di citazionismo esagerato e la conferma giunge anche nelle situazioni in cui la parte più oscura prende il sopravvento in "Non Servium", di certo una volta ascoltata di artisti noti ve ne verranno in testa, ma il suo essere fluida e naturale nell'abbattersi gioca nettamente a favore della band.

"Aegaeon" è una prima uscita con i fiocchi e potrà trovare riscontri fra coloro che fruiscono abitualmente di black melodico e sinfonico quanto fra quelli che preferiscono prove dall'impostazione più death metal, una sorta di compromesso ben realizzato e che ha dato i suoi buoni frutti.

I Centimani sono l'ennesima realtà senza un contratto in un panorama estremo sempre più saturo, magari ci potremo evitare il prossimo disco dei Keep Of Kalessin e sperare che qualcuno invece dia la possibilità a loro di entrare nel circuito che conta? Chi lo sa, non ci resta che vedere cosa il futuro riserverà a questi musicisti e cosa loro riserveranno a noi, per ora mi limito a consigliarvi l'acquisto di questo bel disco.

 

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