Chaotian - Effigies Of Obsolescence | Aristocrazia Webzine

CHAOTIAN – Effigies Of Obsolescence

Gruppo: Chaotian
Titolo: Effigies Of Obsolescence
Anno: 2022
Provenienza: Danimarca
Etichetta: Me Saco Un Ojo Records / Dark Descent Records
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TRACKLIST

  1. Gangrene Dream
  2. Into Megatopheth
  3. Effigies Of Obsolescence
  4. Adipocere Feast
  5. Etched Shadows
  6. Fustuarium
  7. Festering Carcinolith
DURATA: 40:35

Quella tra Danimarca e death metal è una accoppiata che col passare del tempo si è fatta via via sempre più solida e vincente. Dalla nativa Copenhagen, nomi come Undergang, Phrenelith o Hyperdontia (formazione in cui militano anche componenti dei turchi Diabolizer) hanno saputo incassare il favore di pubblico e critica, costruendosi una reputazione di tutto rispetto. Dalla capitale danese provengono anche i Chaotian, al loro debutto sulla piena lunghezza con Effigies Of Obsolescence.

Reduci da due demo, ripubblicati nel 2020 nella raccolta Festering Excarnation, e da un singolo uscito l’anno successivo, i tre danesi si sono sentiti pronti al grande passo e non hanno lasciato nulla al caso. Rilasciato dalla statunitense Dark Descent Records e dalla londinese Me Saco Un Ojo Records, rispettivamente per la versione su CD e su vinile, Effigies Of Obsolescence ha potuto infatti contare su uno staff di tutto rispetto: da Greg Wilkinson (Autopsy, Brainoil) al mastering e al mixaggio a Lasse Ballade, già collaboratore di formazioni come Afsky e Sulphurous, alla registrazione.

L’artwork di copertina, a base di paesaggi infernali e dannati tormentati da creature mostruose, sembra voler anticipare il contenuto del disco, ma non è nulla in confronto all’assalto sonoro con cui i Chaotian investono l’ascoltatore sin dalle prime battute del brano di apertura “Gangrene Dream”. Il death metal dei Nostri subisce il fascino della vecchia scuola statunitense, Immolation su tutti, ma non mancano sporadiche incursioni nelle atmosfere degli ellenici Dead Congregation e sfuriate che guardano al brutal. A farla da padrone nei quaranta minuti di Effigies Of Obsolescence è la sezione ritmica: la batteria impeccabile di Andreas Nordgreen (dietro le pelli pure nei già citati Phrenelith), privo di sbavature anche nei cambi di velocità più repentini, e le linee di basso, spesso lasciato libero di divagare a proprio piacimento, costituiscono una solida ossatura su cui Søren Willatzen può lanciarsi con le sei corde. I riff del chitarrista danese, pur nella loro semplicità, risultano efficaci e affilati come rasoi, sebbene talvolta possano divenire un po’ ripetitivi, come in “Fustuarium”. A completare il quadro un growl cavernoso e putrescente che porta il coefficiente di marciume dell’album alle stelle.

Effigies Of Obsolescence è senza ombra di dubbio un buon disco, in cui anche i momenti meno brillanti rimangono abbondantemente sopra la sufficienza. I Chaotian hanno dimostrato di essere in grado di affinare il proprio suono — a tal proposito è sufficiente confrontare la nuova versione della conclusiva “Festering Carcinolith” con quella originale del 2019 — mantenendo ampi margini di miglioramento per il futuro. Fossero così tutti i debutti!