CHASMA – Declarations Of The Grand Artificer

CHASMA – Declarations Of The Grand Artificer

Informazioni
Gruppo: Chasma
Titolo: Declarations Of The Grand Artificer
Anno: 2011
Provenienza: Portland, Oregon, USA
Etichetta: Moribound Productions
Contatti: MyspaceFacebook
Autore: Bosj

Tracklist
1. Daystar Angelwar
2. Shadowbend
3. Blue Jewel Destruction

DURATA: 32:33

Il nordovest americano non è una terra felice: i suoi boschi e le sue foreste, i suoi spazi incontaminati, ci hanno abituati a suoni molto urgenti ed intimi; dal grunge dei grandi nomi all’ultimo decennio abbondante di black atmosferico il passo è forse più breve di quanto possa sembrare. I Chasma, al debutto con questo “Declarations Of The Grand Artificer”, altro non fanno che proseguire lungo la scia tracciata dai nomi ormai affermati del luogo e della scena, Wolves In The Throne Room su tutti, e lo fanno con una certa classe.
Tre soli brani dalla lunga durata, atmosfere dilatate, batteria velocissima ma mai invadente, chitarra lisergica e riffing loopato, tutte le formalità del caso rispondono all’appello nel lavoro del giovane trio. Come valore aggiunto, un’attenzione per le sonorità “post” (e anche per il look, si nota facilmente) che porta i pezzi ad assomigliare alla risposta del quesito “cosa sarebbe successo se Steve Von Till avesse vissuto sei mesi nella fattoria dei fratelli Weaver?”. Niente tappeti di tastiere, niente passaggi vellutati a stemperare la tensione, solo riffing glaciali e grida disperate tengono compagnia durante l’ascolto, anche se nel trittico di pezzi non è raro imbattersi in rallentamenti che ricordano poi certa scena depressive à la I Shalt Become degli esordi, anche questi attualizzati al corrente 2011, quindi con chitarre meno asciutte e bordoni e feedback di contorno (il finale di “Shadowbend” è esemplare).
Una commistione interessante, seppure le coordinate rimangano per la maggior parte collegate all’originario ambito black, in grado di farsi apprezzare sia dai veterani di tali sonorità sia da chi è più avvezzo ad umori maggiormente sludge.
Mi rammarico purtroppo di non aver avuto accesso ai testi, cosa che mi avrebbe fatto molto piacere, dato che le tematiche mi sembrano viaggiare su scala molto ampia (potendo giudicare solamente dal nome del disco e dalle titolazioni), sarà la scusa che mi darò per passare all’acquisto.
Un’altra valida uscita nel folto panorama atmosferico e un’altra formazione da tenere d’occhio.

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