CHERRY BLOSSOM CHAINS – Enslavement Through Flowers

 
Gruppo: Cherry Blossom Chains
Titolo:  Enslavement Through Flowers
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: D.N.A. Collective
Contatti: Sito web  Facebook  Soundcloud  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Dakryon
  2. Enslavement Through Flowers
  3. Mermaid Angel
  4. Waltz Of Bleak Schizoidia
  5. Memories (Autumn Inside)
  6. Ghost Shadows And Screaming Mirrors
  7. Requiem Of Love – Lullaby Of Hate
DURATA: 45:20
 

Prima che vi apprestiate a leggere questa recensione, è necessario che io faccia una premessa: l'Elettronica (perchè è questo ciò di cui parleremo) è un panorama musicale che ritengo potenzialmente interessantissimo, ma di cui, purtroppo, ho una conoscenza piuttosto limitata. La mia seguente disamina, quindi, non sarà improntata su aspetti tecnici o di appartenenza a certe correnti piuttosto che ad altre bensì ciò che leggerete sarà un resoconto delle mie personali sensazioni.

Cherry Blossom Chains nasce verso la fine del 2011 per mano di Vlakorados, già mente del progetto Lolicore (corrente della musica Elettronica ispirata dal mondo otaku) denominato Bloody Vomit Bukkake. Le prime composizioni erano orientate verso un Black Metal sperimentale, ma poco dopo sono state rimaneggiate fino a divenire ciò che oggi possiamo trovare nell'album di debutto "Enslavement Through Flowers". A detta dello stesso Vlakorados, la via musicale intrapresa trae ispirazione dalla sofferenza e dal dolore della vita, è un tentativo di esprimere ciò che non può essere espresso e, personalmente, ritengo che tale descrizione calzi a pennello. Volete sapere a cosa ho associato il disco la prima volta che l'ho ascoltato? Avete presente le macchie di Rorschach? Bene, quei disegni ambigui tanto utilizzati nei test della personalità e diversamente interpretabili da ognuno sono proprio ciò che ho spontaneamente associato a Cherry Blossom Chains.

La traccia che da titolo al disco ci scaraventa da subito al cospetto di un tormento angosciante che vive e prospera nello Spirito, un disagio virale nel cui nucleo si susseguono senza sosta immagini di vita di una splendente bellezza che, nell'istante immediatamente successivo, vengono sepolte e occultate da coltri di oscura e profondissima tristezza. Ed è qui che assistiamo ai picchi emozionali del lavoro: "Mermaid Angel" (con il suo attacco che in qualche modo mi ha ricordato i Profanum per l'aura intensa ricreata) è un pezzo di una profondità stupefacente, probabilmente il migliore del lotto assieme a "Waltz Of Bleak Schizoidia" che, con la sua perversa e angosciante follia, porta alla ribalta la componente più isterica della proposta e sembra ribollire senza sosta sui fondali di un oceano acido popolato da demoni indescrivibili e orrori che nessuno potrà mai comprendere appieno, nessuno al di fuori di chi è costretto a conviverci quotidianamente.

La situazione cambia un po' quando entrano in gioco le successive "Memories (Autumn Inside)" e "Ghost Shadows And Screaming Mirrors" che si dimostrano alternativamente rilassanti e nervose: sembra che la creatura che stiamo osservando sia ora piombata in una sorta di cupa e malinconica rassegnazione, rinchiusa in un inaccessibile angolo dell'universo in cui potrà crogiolarsi e nutrirsi della sua stessa insania, eternamente tormentata dal terrore di esistere, stremata da quell'insopportabile sensazione che tramuta in uno sforzo orrendo ogni ulteriore istante di vita, incapace di dare un senso al dolore estremo che dilania il suo Spirito e consuma la sua mente. La conclusiva "Requiem Of Love – Lullaby Of Hate" è una marcia dall'incedere quasi soave di cui è difficile interpretare il significato: guarigione o semplice accettazione che conduce alla quiete?

Come già accennato, l'album, musicalmente parlando, si piazza in un territorio in cui confluiscono Dark Ambient ed Elettronica, il tutto annegato in atmosfere dal retrogusto gotico e in cui la primaria impronta Black Metal è forse vagamente percepibile soltanto nella ripetitività ossessiva delle strutture. "Enslavement Through Flowers" offre però il meglio di sè dal lato emozionale: è il ritratto di una personalità espressivamente disturbata, bipolare e disagiata che, in ogni sua sfaccettatura, non potrà che ammaliarvi e conquistarvi come una mitologica sirena.

L'uscita è stata supportata dalla netlabel nostrana D.N.A. Collective, dal cui sito è disponibile l'album in download gratuito e io mi dolgo soltanto del fatto che "Enslavement Through Flowers" non sia stato prodotto anche in forma fisica (lo meriterebbe da ogni punto di vista) ma chissà… Nel frattempo non posso che consigliare caldamente questo bellissimo lavoro, incredibilmente personale e curato: non ve ne pentirete!

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6 pensieri riguardo “CHERRY BLOSSOM CHAINS – Enslavement Through Flowers

  • 27 Novembre 2013 in 13:38
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    Mi ero appena iscritta su soundcloud per ascoltare un progetto in particolare, poi mi ricordai di Cherry Blossom Chains, avevo letto qualcosa sul vecchio Aristocrazia, ricordavo l’artwork dell’album che mi piaceva molto, il nome del progetto incuriosiva, mi sapeva di qualcosa di goloso mescolato alla bellezza dei boccioli di ciliegio, ma anche di qualcosa di freddo e angosciante come lo possono essere delle catene che spuntano fuori dal nulla.
    Ai tempi non ascoltavo elettronica neanche per scherzo…dopo il “trauma”, come lo chiamo io, piano piano mi sono avvicinata a quel mondo così vasto e variegato. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da Cherry Blossom Chains, il colore delle scritte mi ricordava quello dei neon anni ’70-’80 ma quando poi lessi l’etichetta sul genere, la mia mia faccia diventò un punto di domanda.
    Sempre più incuriosita ho deciso di lanciarmi…

  • 27 Novembre 2013 in 13:40
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    ”Drakryon” accoglie l’ascoltatore con un incedere quasi solenne, un salendo che ti spinge a puntare gli occhi verso il cielo, per poi interrompersi e farti sentire il gorgoglio dell’acqua che scorre…e quel che pare un sinistro richiamo di un gufo. “Enslavement Through Flowers” per me è una delle tracce più belle dell’album, ti trascina in continui cambi di atmosfera: si passa da una sensazione di angoscia soffocante, che pare seguirti ovunque tu vada, sembra di sentire in sottofondo le catene che si porta dietro l’anima tormentata, poi circa a metà traccia l’atmosfera si alleggerisce, come se l’anima in pena, arrivata a un certo punto del suo vagare, si fosse trovata improvvisamente a contemplare quell’enorme ciliegio fiorito, così mi fa pensare anche l’artwork…per degli attimi ti senti libero, ti sembra di poter ritornare ad assaporare le cose semplici…

  • 27 Novembre 2013 in 13:40
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    ma ecco che le note si fanno nuovamente più incalzanti, più insidiose e allora capisci che nella testa c’è ancora quel presentimento angoscioso, allora cominci a sentire un senso di rassegnazione che ti trascina sempre più lentamente verso te stesso, inesorabilmente, verso le catene che ti legano e che ti eri scordato di avere.
    “Mermaid Angel” ti porta sulle rive del mare e per certi versi mi ricorda tanto l’ambient degli Öröm
    (gruppo per cui sbavo assai). “Walzer Of Bleak Schizoidia” è superba, gli ululati strazianti mi riportano al buon vecchio depressive di stampo black, gli effetti nella canzone mi fanno pensare a un cinema di vecchio stampo, a una pellicola anonima che gira e a un pubblico che lo riempie piano piano. Le note sono accattvanti, quasi scherzose, ma allo stesso tempo hanno quella vena…come dire, macabra? Quella traccia ti dà la sgradevole sensazione di sentirti in un luogo al sicuro, in un luogo dal quale non ci si aspetta nulla di troppo spaventoso…

  • 27 Novembre 2013 in 13:42
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    ma poi quelle urla improvvise, di nuovo quella sensazione di angoscia che si amplifica sempre di più, i presentimenti più brutti ti si avverano sotto gli occhi e le scene del film cominciano a farsi spaventosamente reali, non si capisce più se l’orrore è nel film o nella realtà. “Memories (Autumns Inside)” rappresenta un momento di relativa “calma”, mi piacciono quelle note di ambient, quegli elementi sonori che richiamano ancora alla natura, alla pioggia che cade, all’acqua che scorre…fa pensare veramente alle foglie che cadono di un albero in una giornata plumbea. “Ghost Shadows And Screaming Mirrors” mi ricorda una traccia in particolare di un gruppo, ma non mi tiro in testa quale! O.O è una cosa impossibile >.< non ricordo se si tratta di gruppo nel campo dell'ambient o depressive...inutile, so solo che ogni volta che l'ascolto mi viene rabbia perchè non riesco a tirarmi in testa il gruppo che mi fa ricordare! XD mi piace molto anche questa.

  • 27 Novembre 2013 in 13:43
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    “Requiem Of Love – Lullaby Of Hate” sulle prime mi ha fatto pensare a un’atmosfera quasi dal gusto natalizio O.O una cosa assurda e totalmente spiazzante, poi vado a leggermi il titolo della canzone…e mi fa pensare a quanta malattia e alla sensazione di disagio che ci potrebbe essere in un elemento che per celebrare il requiem dell’Amore canticchia un motivetto sull’Odio, spiazzante e malato allo stesso tempo veramente =) ma a me piace così.
    Scusate i mille mila commenti…il mio doveva essere un commento unico, ma i caratteri mancavano e così il mio commento ha passato un momento molto pulp in cui l’ho fatto a pezzi 😀

  • 27 Novembre 2013 in 14:10
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    Il disco sembra esserti piaciuto, ma non ne sono sicuro 😆

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