CHERRY CHOKE – A Night In The Arm Of Venus

CHERRY CHOKE – A Night In The Arm Of Venus

Informazioni
Gruppo: Cherry Choke
Titolo: A Night In The Arm Of Venus
Anno: 2011
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Elektrohasch
Contatti: myspace.com/thecherrychoke
Autore: Mourning

Tracklist
1. Crying Out Loud
2. The Day She Came To Play
3. Winchester Geese
4. Domino
5. Evol
6. Blue Mass
7. Silver Crossed My Mind
8. I Need Not Know Redemption
9. Splinters

DURATA: 45:38

Il monicker Cherry Choke è l’ennesima realtà che vede la figura di Matt Bethancourt (Josiah e King Of Frog Island) alla guida, il mondo in cui questo musicista, coadiuvato da Greg Hunt e Dan Lockton, ci fa immergere è retrò, quel vintage heavy/psych che ha come riferimento il sound di Jimi Hendrix, dei Blue Cheer, dei Cream e qualcosa degli Hawkwind, quel finire degli anni Sessanta che influenzò in maniera notevole per non dire fondamentale l’evoluzione del rock e della psichedelia, questo è “A Night In The Arm Of Venus”.
Chitarre acide, i pedali addetti al reparto effetti sono in costante “mode on”, così come la voce che alle volte si cela volutamente distorta e distante, aggiungete giri di basso che vibrano, pulsano con una costanza dirompente e attacchi di batteria a dir poco adrenalinici e ne ricaverete un allucinogeno di quelli potenti ma estasianti.
È una escalation continua di sensazioni energiche e inebrianti quella che trapela da pezzi come le incalzanti e suadenti “Crying Out Loud”, “Winchester Geese” e “Evol”, dinamiche e istintive in “Splinters”, più eteree e da “trip” quelle racchiuse in episodi voluttuosi e affascinanti quali “Domino” e “Silver Crossed My Mind”, dei viaggioni nei quali la mente necessita di perdersi, di farsi cullare mentre il fisico ondeggia assecondandone le onde sonore, la seconda è “speziata” da un retrogusto agrodolce e anche echi di floydiana memoria vengono a galla, tutto ciò è molto più che gradevole.
La musica inquadra perfettamente quello che a quanto ho compreso è un concept album nel quale domina la figura di una prostituta dell’era vittoriana, la sifilitica Cherry Choke, che al tempo veniva curata tramite dosi di mercurio, il cloruro mercurico però non produceva nessun miglioramento, al contrario intossicava il paziente procurando sintomi anche similari a quelli della patologia stessa, un viaggio involontariamente diretto verso lo stesso inferno?
Siamo di fronte a un’opera altamente derivativa se non addirittura a un vero e proprio tributo a ciò che fu quel periodo storico del rock, “A Night In The Arm Of Venus” è dunque consigliato a chiunque ami o abbia amato visceralmente quegli anni, a chi segue la fiorente scena odierna che vi si rifà e in genere a chi adora la buona musica.
Non c’è una sola nota che suoni fuori posto nel lavoro dei Cherry Choke, un altro monicker che col tempo potrebbe divenire una certezza d’acquisto.

Facebook Comments