CHILDREN OF DOOM – Doom, Be Doomed Ör Fuck Off

 
Gruppo: Children Of Doom
Titolo:  Doom, Be Doomed Ör Fuck Off
Anno: 2011
Provenienza:  Francia
Etichetta: Emanes Metal Records
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TRACKLIST

  1. Mr Nasty
  2. Tecnophobia
  3. 1916
  4. Bottle Ben In The Streets
  5. Doom, Be Doomed, Or Fuck Off
  6. …Mia's Desert…
DURATA: 42:=6
 

I Children Of Doom agli attenti lettori del nostro sito non saranno sfuggiti, nel periodo estivo del 2010 avevo infatti già trattato questo combo francese scrivendo del demo "Rider Over The Green Valley" (2009), al quale sono seguite le uscite dello split, a inizio del 2011 con i The Bottle Doom Lazy Band dal titolo "Doom Freaks", e dell'esordio, tramite l'etichetta connazionale Emanes Metal,  "Doom, Be Doomed Ör Fuck Off", album che già dal nome affibiatogli si capisce sarà tutto un programma.

Sono ortodossi e incazzosi, alcolici e fottutamente diretti, lo stoner/doom dei tre transalpini continua ad omaggiare la natura heavy oriented del suono attingendo dalle stesse influenze che avevano caratterizzato la prova precedente. "Doom, Be Doomed Ör Fuck Off" è il naturale prosieguo di quella demo, i sei brani potrebbero, e sottolineo potrebbero, avere come pecca unica quella di soffrire di un già sentito perdurante, ma sarebbe comunque come voler forzatamente cercare il cosiddetto pelo nell'uovo.

La parte centrale del lavoro, da "Tecnophobia" sino alla traccia peonima, esalta la muscolarità che puzza dannatamente di whisky d'annata, le strutture non hanno varianti particolari che ne segnino il passo, non vi sono però momenti di pausa, buchi o attimi in cui la testa non trovi il modo di scuotersi invogliata dalle note emesse, è però con le due canzoni poste in apertura e chiusura del disco che i Children Of Doom ci offrono le prestazioni migliori.

"Mr. Nasty" è il classico pezzo adrenalinico, robusto, possiede quella marcia in più che ti fa alzare i giri del cervelletto, mette in moto la situazione preparandoti mentalmente a ciò che affronterai al suo finire, "…Mia's Desert" invece nei dodici minuti di durata che la compongono ha modo di trasportare all'interno del suono anche una deriva psichedelica sino a quell'istante pervenuta sì in "Bottle Ben In The Streets", ma che in quest'ultimo episodio viene rafforzata grazie a scelte più decise e un inaspettato inserto di sassofono teso ad aumentarne notevolmente l'effetto goduria.

La produzione è un altro aspetto che ha ricevuto una cura più adeguata ed efficace, se quella del demo era infatti inficiata da volumi non bassi, di più, che costringevano a metterlo su a palla per ottenere una resa nella norma, "Doom, Be Doomed Ör Fuck Off" possiede per fortuna un buon equilibrio, più che discrete potenza e definizione del suono, sì stavolta ci siamo.

I Children Of Doom sono energia pura, non ci sono vie di mezzo, passaggi per educande o benpensanti, vanno dritti per la loro strada, se avete amato "Rider Over The Green Valley" farete festa con quest'album che li segnala agli appassionati del genere come un porto sicuro, un acquisto per cui vale la pena metter mano al portafogli, DOOM ON!!!

 

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