CHRON GOBLIN – Backwater

 
Gruppo: Chron Goblin
Titolo: Backwater
Anno: 2015
Provenienza: Canada
Etichetta: Ripple Music
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TRACKLIST

  1. Fuller
  2. Seattle
  3. Give Away
  4. Backwater
  5. The Wailing Sound
  6. End Time
  7. Hard Living
  8. The Return
DURATA: 40:12
 

Nel corso degli anni è normale che una band cambi e assuma connotati differenti rispetto al momento del proprio esordio, ciò che però conta è che non perda di vista il proprio obbiettivo e come raggiungerlo: su questo versante i Chron Goblin sono stati bravi. Dopo aver introdotto la formazione su Aristocrazia con l'ep eponimo del 2010 e successivamente il primo album "One Million From The Top" del 2011, non avevo avuto modo di trattare il secondo disco "Life For The Living" rilasciato nel 2013, tuttavia ora ritorno a scrivere di questi ragazzi in occasione della loro terza uscita ufficiale intitolata "Backwater" e partorita nel 2015.

In seguito al più rapido e poco accurato degli ascolti, percepisco già che qualcosa è sicuramente mutato nello stoner dei Canadesi: l'aria si è decisamente addensata, il rock continua a dominare la scena e gli anni Settanta senza dubbio ne sono parte, ma le particelle metalliche ora presenti hanno una consistenza più spessa e quella vena goliardica-birraiola che li caratterizzava in passato è quasi del tutto scomparsa. Il suono è divenuto oggi più scuro, ancora carico di fuzz e decisamente ruvido, eppure rimanda con più insistenza a quanto composto da compagini quali Black Tusk e gli scatenati Red Fang.

La scaletta è il più classico degli esempi di come si riesca a dar vita a dischi che non si smetterebbe mai di macinare, pur senza inventare proprio nulla. Un risultato simile lo si ottiene avendo la possibilità di schierare da un lato brani che ti fanno adorare la chitarra di Devin "Darty" Purdy e la batteria di Brett Whittingham (quest'ultimo accompagnato dalle enfatiche linee di basso di Richard Hepp) come "Seattle" e "The Return", mentre dall'altro ci sono canzoni esaltanti per l'ottima prestazione vocale impressa dall'affidabile Josh Sandulak quali "Backwater" e "Hard Living" (nella quale appare l'ombra degli Orange Goblin), o ancora per la capacità di sorprenderti con aperture atmosferico-psichedeliche ("Seattle") e per l'ingresso della voce femminile di Andrea Vidal degli Holy Grove ("The Wailing Sound").

I Chron Goblin sarebbero sicuramente da valutare in sede live: dopo aver avuto il piacere di apprezzare i Red Fang, sarei proprio curioso di vedere cosa i quattro musicisti in questione sarebbero capaci di combinare su di un palco; del resto nel loro repertorio non mancano di certo canzoni adatte a creare una scaletta coinvolgente. In attesa di cogliere al volo questa occasione, mi limito ad ascoltare ripetutamente "Backwater" e suggerisco vivamente agli appassionati di stoner di fare altrettanto.

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