CHRONOCIDE / FIFTEEN DEAD – Split 12

CHRONOCIDE / FIFTEEN DEAD – Split 12

Informazioni
Gruppo: Chronocide / Fifteen Dead
Titolo: Split 12″
Anno: 2012
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Le Crépuscule Du Soir Productions
Contatti: ChronicideFifteen Dead
Autore: Mourning

Tracklist
Chronocide
1.Carrion Dawn For The Vultures
2. Milgram’s 36
3. Le Mano Negra
4. Pathos Unknown
5. The Whore And The Preacher
6. Pillar Of Salt
Fifteen Dead
7.False Conviction
8. Humanity Suffers
9. Introversion
10. Fuck Trve Cvlt
11. In Closing

DURATA: 42:02

La label francese Le Crépuscule Du Soir mi ha sorpreso, mentre solitamente venivo investito da act di natura black, atmosferica o musica che affonda in meandri drone e sludge, stavolta ho avuto un piacevole quanto inaspettato incontro con lo split che vede partecipi le realtà britanniche dei Chronocide e Fifteen Dead.
Appena intrapreso l’ascolto vengo colpito da un sound familiare ma distante da ciò che erano le mie attese, è infatti una proposta annerita a risuonare nello stereo, però possiede una matrice fortemente affine a territori grind e nomi papabili da menzionare potrebbero essere in primis gli Anaal Nathrakh, Napalm Death, Insect Warfare e Pig Destroyer. Per intenderci compromessi zero, violenza come se la regalassero ma con quell’alone nero e uno screaming acido seppur stranamente poco tagliente.
I sei pezzi scorrono in fretta tra una scapocciata e l’altra, non ci sono momenti particolarmente brillanti, sono una serie di riff robusti e ritmiche ben calibrate tra il cadenzato e accelerazioni spaccaschiena che tengono saldamente in mano le redini della situazione. Dovessi citare un brano piuttosto che un altro probabilmente direi “Pathos The Unknown” per il modo in cui viene combinato il growl e risucchiato verso lo scream e la tempesta sonora in essa espressa e “Pillar Of Salt” per il lento e malignissimo deflagrare.
Sotto a chi tocca ed è il turno dei Fifteen Dead farsi avanti, in questo caso le note assumono una connotazione maggiormente hardcore e crust-oriented, qui gente come Fukpig e Skytsistem si combinano con i già tirati in ballo Anaal Nathrakh, i Darkthrone e l’essenza prima di qualche passaggio alla Venom. I riferimenti però potrebbero essere tanti, forse troppi e quindi concentriamoci sulle bordate che vengono sferrate sin da subito in “False Conviction”.
Il brano, inizialmente ingannevole con il piano e una chitarra melancolica ad aprire le danze, sfodera la sua massiccia dose di cattiveria nei minuti successivi che conducono all’incalzare di una “Humanity Suffers” dalle chitarre splettratissime. Un animo old school è messo in bella mostra in “Introversion”, canzone fornita di dilatazioni e affondi degni dell’era proto-doom. Per ridarsi un tono slanciandosi in velocità servono invece le vampate di “Fuck Trve Cult”, la chiusura poi è affidata a “In Closing”, un noise/drone poco intrigante ma in fin dei conti adeguato a portare a termine lo “split”.
Due band non proprio note che hanno del potenziale, un 12″ che si lascia ascoltare con degli spunti interessanti qua e là ad animarne il percorso e un’etichetta che si cimenta in uscite al di fuori del suo solito raggio d’azione: credo proprio che per questi e altri motivi che vi verranno in mente approcciandovi ai Chronocide e ai Fifteen Dead vi consiglierò di approfondire la questione. Doveste riscontrare doti d’interesse l’acquisto avrà trovato il suo perché.

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