CIEŃ – Ecce Homo

 
Gruppo: Cień
Titolo: Ecce Homo
Anno: 2014
Provenienza: Polonia
Etichetta: Old Temple
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TRACKLIST

  1. Rebellion
  2. Betonowe Królestwo
  3. Lustfulness
  4. Slave Of Life
  5. Umarły Krzyk
  6. Ecce Homo
  7. Silent March
DURATA: 45:14
 

Il 2015 è ben più che inoltrato, eppure mi ritrovo ancora una volta a scrivere di un disco rilasciato nello scorso 2014: l'album in questione è l'esordio dei polacchi Cień intitolato "Ecce Homo". La formazione proveniente da Cracovia ha realizzato sette tracce di Black Metal dai tratti classicheggianti, in cui fanno la comparsa scenari depressivi e atmosfere derivanti dal filone post, venendo talvolta contagiato dalla dilatazione e da quel senso di angoscia riscontrabile in certe uscite dell'ambito Doom malinconico e riflessivo.

I brani mostrano le due facce della medaglia che li vanno a comporre, chiaramente esposte all'interno di episodi equilibrati e ben sviluppati come "Betonowe Królestwo", "Lustfulness" e quello che porta il titolo dell'opera, lasciando al solo "Umarły Krzyk" la libertà di sfogarsi in maniera ruvida e arrembante. Al momento le scelte nette e dirette sono — seppur non di molto — quelle meglio definite. Il problema del disco infatti non sta tanto nel già sentito o nel metodo compositivo adoperato per cesellarne le forme, risiede più che altro nella volontà di immettere nelle canzoni un carico emotivo e sonoro sin troppo importante, sfruttando un elevato numero di mutazioni strutturali, figlie più di uno stato confusionale che di operazioni congeniali a garantirne la piena riuscita. Del resto si sa che il troppo stroppia.

In pratica "Ecce Homo" è un album che potrebbe ipnotizzarci parlando al nostro animo in maniera fluida e invece si limita a singhiozzare, facendo intravedere soltanto parte delle buone doti in suo possesso. D'altro canto c'è da considerare che è sempre un debutto — tra le altre cose ben prodotto — e che i Cień sono strumentalmente preparati e dimostrano di avere un numeroso quantitativo d'idee: se sgrezzate e accentrate, trovando il consono bandolo della matassa, potrebbero far acquisire alla musica quell'efficacia ora latente. Non ci rimane quindi che attendere e augurarci che al prossimo giro sappiano regalarci qualcosa in più.

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