CITIZENS ARREST – Citizens Arrest

 
Gruppo: Citizens Arrest
Titolo: Citizens Arrest
Anno: 1994
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Lost & Found
Contatti:

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TRACKLIST

  1. Serve And Protect
  2. In The Distance
  3. Fortress
  4. A Light In The Darkness
  5. Woodstock
  6. Without Peace
  7. Death Threat
  8. I Won't Allow
  9. Existence
  10. Utopia
  11. Briviba
  12. Touch And Go
  13. Number
  14. Through The Mist
  15. Suffer Now
  16. C.D.R.F.
  17. Activate
  18. Pain
  19. Agony God
  20. Paper Cuts
  21. Burst Of Silence
DURATA: 38:27
 

Inizio Anni Novanta, il sottoscritto vive in un paesino sperduto della Valle Riviera in Ticino, dove il metal è conosciuto solo grazie alle sue magliette. Inutile dire che allora di Internet non se ne parlava neppure, a parte forse nelle riviste specializzate, e i soli mezzi per scoprire qualcosa di nuovo erano la rete sociale e i giornali dedicati alla nostra musica. In quegli anni il Rock Hard tedesco era ancora utilizzabile come fonte. Conteneva una sezione intitolata "Under Pressure", se non erro, che era l'arena del punk, hardcore e compagnia bella. Il redattore per giunta sapeva veramente il fatto suo. Lì lessi per la prima volta il nome "Citizens Arrest". Pare astruso dirlo oggi, ma all'epoca si parlava ancora di grindcore in un quadro punk e non metal com'è il caso ora. Il sottoscritto cercava sempre e solo l'estremo in tutti i generi musicali estremi, scusate il gioco di parole. Portavo in tasca una lista di gruppi da cercare assolutamente durante la caccia nei negozi di dischi. Proprio la definizione «grindcore» mi spinse a notare il nome del gruppo sul bigliettino.

Finalmente trovai il vinile a Zurigo, vinile che non è discusso qui di per sé, ma il CD che contiene la discografia del gruppo. La Lost & Found stampò il tutto su un solo CD, per mia grande gioia. Chi erano i Citizens Arrest? Erano musicisti nuovaiorchesi che fondarono questa formazione nella seconda metà degli Anni Ottanta. Pubblicarono una demo e un 7" molto ben accolti dal pubblico. Prima dell'uscita di un LP il gruppo si sciolse.

Nella prefazione parlai del termine "grindcore" usato in un ambiente estraneo a quello abituale oggi. È un dato di fatto che la maggior parte delle formazioni hardcore dell'epoca erano relativamente leggere. Tutto quello che usciva dall'ordinario, in termini di velocità, durezza e aggressività, finiva — per quanto compresi allora — nella pentola grindcore. I Citizens Arrest non fanno eccezione alcuna. I pezzi sono privi di compromessi, la voce è incazzata al massimo, la ritmica è pesante e inesorabile, pure i tratti lenti avanzano come un rullo compressore, stritolando l'ascoltatore. Molte parti farebbero invidia a gruppi metal. Il lavoro di batteria punk non fa rimpiangere nessun granello di metal, grazie alla cassa che spezza come null'altro. Se volete un paragone, vi cito i famigerati SxOxBx giapponesi che nuotavano nello stesso pozzo degli Americani.

Ascoltate canzoni come "Utopia" per convincervi della pesantezza o "Burst Of Silence" per godere la varietà contenuta in queste tracce corte. I testi sono molto critici (perché lo dico?). Leggete solo "Woodstock" che è una resa di conti concisa e brutale con la generazione che allora era al potere parentale.

Che cosa posso dirvi ancora? Questo disco è ai miei occhi quasi perfetto e non soffre dei tipici cali che s'incontrano spesso in lavori allungati con materiale di — diciamo — riserva. Ascoltate per credere.

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