CLIFFSIGHT – Soulfulman

CLIFFSIGHT – Soulfulman

Informazioni
Gruppo: Cliffsight
Anno: 2010
Etichetta: Longhair
Contatti: www.myspace.com/cliffsightband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Quatorze
2. Alter Ego
3. Jesper Jazz And Billy Blues
4. Illusion
5. One Sunny Day In The Dunes
6. Blue Grandma Sun

DURATA: 45:02

E’ giusto parlare di giovani leve? In questo caso direi proprio di sì. I Cliffsight sono una formazione tedesca proveniente da Hanau, cittadina nelle vicinanze di Francoforte, sono poco più che ventenni e hanno classe da vendere.
Il panorama rock/stoner/psichedelico è sempre stato entusiasmante, in questi ultimi anni si è però particolarmente “spettacolarizzato”, il numero di astri nascenti e di stelle dalla lunga coda ormai in attività l’hanno reso un mondo fantastico da esplorare e scoprire.
I Cliffsight con l’album di debutto “Soulful Man” rilasciato nel 2010 si presentano al pubblico con una miscela stupenda di old school sound (Black Sabbath, Pink Floyd e Led Zeppelin) e act decisamente più odierni (Colour Haze, Sleepy Sun e Earthless) che invita a esclamare in tono orgasmico: cazzo quant’è bello ‘sto disco!
I quarantacinque minuti che il quartetto composto da Tim Cammerzel (voce e chitarra), Felix Topisch (chitarra solista), Martin Prasche (basso) e Adrian Schein (batteria) ha confezionato possiedono diverse anime, c’è l’hard rock seventies, è impossibile non notare il blues e le divagazioni jazzy e quell’insana follia che a tratti riporta alle jam interne a grandi brani del passato in cui assoli inaspettati e corposi si prendevano spazio facendosi strada, attimi in cui le band decidevano di mollare le redini dell’ordine compositivo a favore di un atteggiamento “totally free”, come definire un tale comportamento se non pienamente e realmente artistico?
E ora come parlare di questo platter? Non lo so, non ho la minima idea di dove iniziare per il semplicissimo fatto che ci sarebbe da scrivere da qui a chissà quando.
L’opener “Quatorze” è una spirale che ti avvolge, un brano che si trasforma grazie alla capacità di imbizzarrirsi che manda fuori di testa con quelle sue ritmiche freak che nel finale se ne impadroniscono e accrescono il livello di acidità che la successiva “Alter Ego” deciderà consapevolmente di far lievitare drogandosi con una carica bluesy crescente, sì avete capito bene, la direzione a cui puntano i Cliffsight è orientata a innestare un’elevazione dell’adrenalina costante.
“Jesper Jazz And Billy Blues” è dotata di una propulsione dirompente, l’accoppiata Prasche/Schein mostra di essere dinamica, potente e di avere buon gusto, il batterista poi sembra avere in dote una marcia in più e perché non sfruttarla per regalarci un piacevolissimo assolo? E Schein questo piacere se lo toglie con soddisfazione annessa, soddisfazione che “Illusion” riversa sull’ascoltatore innestando pure una vena chiaramente ispirata dai Doors e dalla loro versione più indurita alla Danzig che fa sballare non poco (se penso che Glenn è stato trattato di merda qui in Italia mi piange il cuore, siamo degli ignoranti), il mix continua a guadagnare punti.
“One Sunny Day In The Dunes” detiene il ruolo di preludio alla mastodontica traccia posta in chiusura, “Blue Grandma Sun”, venti minuti nei quali è possibile riscontrare la summa del sound dei Cliffsight con l’aggiunta di una esplorazione psych floydiana e il fuzzy mood del sound desertico dell’ondata stoner di Palm Desert, cosa si può volere di più? Sono giunto al finire del platter e la voglia di rimandarlo su ancora e ancora è davvero tanta.
La prestazione dei ragazzi è da incorniciare, la voce di Tim poi è perfetta nei cambi di tonalità ed espressione, sa essere calda e suadente quanto vivace e provocatoria.
“Soulful Man” è quanto di meglio ci si potesse attendere da una prima prova, un album che si merita l’acquisto e chiunque si ritenga appassionato di tali sonorità dovrebbe farlo suo, niente scuse e mano al portafoglio please!

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