COBOLT 60 – The Grim Defiance – Aristocrazia Webzine

COBOLT 60 – The Grim Defiance

Informazioni
Gruppo: Cobolt 60
Titolo: The Grim Defiance
Anno: 2012
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Demonhood Productions
Contatti: facebook.com/Cobolt60
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Grim Defiance
2. Of Antipathy And Solitude
3. Hammer The Creationist
4. The Return Of Theia
5. Sort
6. Radiant Animosity Towards The Flesh
7. Beinkald
8. You Are, Therefore You Die!

DURATA: 37:06

Dieci anni, sono trascorsi dieci lunghi anni da quando i norvegesi Cobolt 60 pubblicarono il debutto “Meat Hook Ballet” sotto l’egida della mitica Head Not Found.
Il duo composto da Mr. Hustler, che molti ricorderanno come cantante nei primi album dei Blood Red Throne e che qui oltre alla voce si occupa della batteria, e Død, anch’egli in quella formazione praticamente da sempre, fondà la formazione insieme a Tchort, membro attivo degli Scariot e Zerozonic, al basso e alla sei corde, e ora rientra con un album, “The Grim Defiance”, che pare non aver proprio risentito dello stop.
Il sound è un black/thrash veloce, tagliente, efferato, in più occasioni è il versante black a essere accentuato, il thrash diviene invece la base sulla quale si sorregge e fa confluire l’astio di cui è dotato.
Paragoni con act quali Aura Noir, Audio Pain, i più giovani (solo per data anagrafica di nascita della band) Nekromantheon sono inevitabili, la razza, lo stile e l’emozioni trasmesse sono frequentemente similari e la crudezza efferata delle parti più veloci e frementi potrebbe ricordare non poi tanto alla lontana i Darkthrone, mentre la presenza dei Satyricon qui e là non è poi così celata.
I Cobolt 60 passano dal produrre mid-tempo granitici a sfrontate accelerazioni, le atmosfere diventano furiose e livorose ma non per questo rinunciano a momenti nei quali l’headbanging scatenato viene chiamato a gran voce, un paio sono contenuti nella varia “Of Antipathy And Solitude” che succede all’apertura affidata a una titletrack che in maniera decisa da il suo personale benvenuto.
I suoni sono spesso sinistri, nessun tipo di riguardo né ricerca particolare, un pezzo come “Hammer The Creationist” ti si para contro esortandoti a dar via a sessioni di mosh-pit, “The Return Of Theia” dal canto suo offre un riffato nella sezione centrale (e non solo) che ricorda quello dei Satyricon, dimostrando come old-school e tendenze più moderne riescano a convivere.
Con il resto del platter i due musicisti danno riprova della bontà della loro proposta, “Sort” e “Beinkald” colpiscono senza porsi nessun tipo di problema proseguendo sul cammino già percorso, “Radiant Animosity Towards The Flesh” ci regala un’inaspettata apertura solenne in voce clean in conclusione e la traccia finale “You Are, Therefore You Die!” è quanto di più semplice e benaccetto ci si possa attendere da un disco di questo stampo, energia pura.
“The Grim Defiance” non scopre di certo l’acqua calda, possiede un drumming ben più vario di ciò che mi attendessi, una prestazione strumentale orchestrata in modo da non limitarne la botta, non è insomma la classica release standard composta tanto per fare.
Abbiamo Mr. Hustler che si conferma un cantante dalle potenzialità spiccate e una produzione a sostegno relativamente “pulita” che ne mantiene lucido il sound, sono decisamente più i pregi che i difetti riconducibili a un genere che per quanto amatissimo è inflazionato, infatti il numero dei dischi che suona allo stesso identico “modo” è innumerevole, proprio per tale motivo questa band potrebbe spiccare in mezzo a un esercito di cloni. Siamo sicuri che i Cobolt 60 siano stati fermi? Non si direbbe proprio, chi ama questo tipo di sonorità dia la possibilità a “The Grim Defiance” di vedersela con il suo orecchio, lo scontro-incontro dovrebbe essere per voi di quelli che lasciano piacevoli ricordi, approfittatene.