COLD EMPIRE – From The Ashes Of The Empire

 
Gruppo: Cold Empire
Titolo:  From The Ashes Of The Empire
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Naturmacht Productions
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Wasteland
  2. Nocturnal Sea
  3. Toward The Eternal Silence
  4. Of Woods And Trees
  5. Storms Will Rise
  6. Forest Of Hate
DURATA: 37:58
 

I Cold Empire sono una band sarda, più precisamente di Cagliari, che arriva al debutto con questo "From The Ashes Of The Empire", album targato Naturmacht Productions. La prima considerazione da fare è che, avvicinandovi a questo prodotto, dovete categoricamente dimenticare qualunque speranza di trovare al suo interno qualcosa di originale o di mai sentito. Qui è la scuola scandinava che la fa da padrone, seppure miscelata in maniera interessante tra tutte le sue componenti. Si possono facilmente trovare rimandi alla scena norvegese, Taake in primis, come altrettanti all'insegnamento impartito dalla vicina Svezia (Marduk e Setherial i nomi più evidenti), soprattutto per quanto riguarda il riffing, ma anche qualche sprazzo che può richiamare in qualche modo l'uso della melodia proprio del Black in stile finnico. Insomma, un bel connubio di stili e influenze che rendono piuttosto avvincente questo prodotto.

I nostri puntano davvero molto sulla velocità di esecuzione e sulla furia, va però detto che non mancano cadenzati rallentamenti utilizzati per evidenziare e irrobustire la trasmissione di emozioni. "Nocturnal Sea" e "Storms Will Rise" sono i pezzi in cui quanto appena detto è maggiormente riscontrabile, ma certo è che l'abilità di unire la potenza e la ferocia alla melodia è una delle carte più importanti in possesso dei Cold Empire. Brani come "Wasteland" e la bellissima "Toward The Eternal Silence" (forse la più svedese di tutto il lotto) mettono l'accento su questa capacità di connubio tra le due anime del genere, il tutto condito dall'ottimo e lancinante scream di Misanthrone. Una nota a parte la meritano la malinconica e struggente "Of Woods And Trees" e la traccia di chiusura "Forest Of Hate": il lavoro chitarristico svolto nel finale di quest'ultima è davvero sublime, nel suo intento di far riecheggiare un certo sentimento naturalistico nella testa dell'ascoltatore grazie a una superba melodia evocativa e a un fortissimo impatto emotivo.

Dopo aver tessuto le meritate lodi di questo lavoro è però necessario rimarcare anche ciò che andrebbe migliorato, ovvero la produzione. Se da una parte è grezza quanto basta, dall'altra purtroppo penalizza un po' il prodotto a causa di alcune sovrapposizioni non molto felici e di un drumming che viene a volte innaturalmente esasperato arrivando a risultare persino fastidioso in alcuni punti. Purtroppo in sede di registrazione le cose potevano essere fatte decisamente meglio. Personalmente non sono un amante delle super produzioni plastificate, anzi; ma da qui a far perdere punti a un disco a causa di una produzione eccessivamente "artigianale", il passo è molto lungo.

Nel frattempo credo comunque che i Cold Empire siano riusciti a marcare davvero un buon risultato nel loro tabellone e che in futuro, se coadiuvati meglio in fase di registrazione, potranno sicuramente raggiungere un livello decisamente buono. In attesa di ciò, io continuerò ad ascoltare con piacere questo lavoro e consiglio anche a voi di provarlo, una gradita sorpresa potrebbe essere sempre dietro l'angolo!

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