COLDBLOOD – Indescribable Physiognomy Of The Devil

 
Gruppo: Coldblood
Titolo: Indescribable Physiognomy Of The Devil
Anno: 2016
Provenienza: Brasile
Etichetta: Satanath Records / Metallic Media
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Indescribable Physiognomy Of The Devil
  2. Tetragrammaton
  3. Darkness Above The Firmament
  4. The Synchrony Of The Cursed Star
  5. Cocoon Of Neophyte
  6. Demons Of Nox
  7. Sulphur
  8. Draco / Pneumatik Phenom
  9. Bury The Universe
  10. Metaphysical Evil
  11. Indescribable Physiognomy Of The Devil [versione strumentale]
  12. Draco / Pneumatik Phenom [versione strumentale]
  13. Metaphysical Evil [versione strumentale]
DURATA: 51:48
 

«Death metal dal 1992» ci comunica il retro copertina di "Indescribable Physiognomy Of The Devil", quarto disco dei brasiliani Coldblood. Quella che non ci viene raccontata è una storia costellata di cambi di formazione e di arresti di attività, oltre che di difficoltà nel produrre i propri lavori, al punto tale che se la prima demo risale a tutti gli effetti al '92, il debutto ufficiale avviene solo nel 2007 con "Under The Blade I Die". Oggi invece teniamo tra le mani il loro quarto album in otto anni (se si escludono le pubblicazioni minori) e davanti all'odissea passata dai Brasiliani, ora ridotti a duo, non si può negare una certa conoscenza nel plasmare la materia.

Sin dalla prima traccia, che porta il titolo dell'album stesso, la band ci spara addosso del death metal empio, che guarda con ammirazione alle realtà più sacrileghe provenienti dagli Stati Uniti, fatto di ritmiche piene di groove che scandiscono riff pesanti e violenti, ma sono gli assoli che rubano la scena quando entrano in gioco. Quasi ogni brano adotta una soluzione divertente che riesce a distinguerlo dagli altri e farsi un po' ricordare, pur non variando mai le influenze. I riempitivi senza dubbio ci sono, specie se si parla di un disco del genere che supera i cinquanta minuti, però questi ultimi non sono poi così dannosi.

I problemi reali dei Coldblood alle mie orecchie però sono due. Il primo è la voce, un growl che non riesce proprio a convincere per la mancanza di potenza; credo se ne sia accorta la band stessa, avendo riproposto tre brani in versione strumentale in fondo alla scaletta, di cui in caso contrario non mi saprei spiegare la presenza. L'altro problema è che alcune tracce avrebbero meritato di essere sviluppate meglio; i brani in scaletta sono piuttosto corti, solo il primo e l'ultimo ("Metaphysical Evil") superano i quattro minuti, molto spesso non si arriva nemmeno a tre. Tra questi c'è "Sulphur" che contiene buone idee, eppure ritengo che una maggiore evoluzione della struttura, con qualche passaggo in più, avrebbe fatto fare un salto di qualità a questo e ad altri brani nella stessa condizione ("Cocoon Of Neophyte" e "The Synchrony Of The Cursed Star" per esempio).

Detto ciò, sono convinto che "Indescribable Physiognomy Of The Devil" sia un disco piacevole, intaccato dai suoi difetti, ma che grazie ai buoni risultati in termini di violenza e pesantezza riesce a riequilibrarsi e a farsi ascoltare. Lontanissimi dall'essere imprescindibili, i Coldblood potrebbero essere adatti a chi cerca furia anticristiana nel death metal, con l'unica pretesa che venga eseguito con potenza.

Facebook Comments