COLOSSUS MOROSE – Seclusion

Gruppo:Colossus Morose
Titolo:Seclusion
Anno:2018
Provenienza:Germania / Norvegia
Etichetta:Endless Winter
Contatti:Sito web  Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Catatonical Embrace
  2. Tarnished
  3. Perpetually Enthralled
  4. Sol(e)ace
  5. Six
  6. The Spiral Descent
DURATA:42:37

Arriviamo un po’ in ritardo su una delle ultime uscite di Endless Winter, che dopo aver lasciato spazio anche a formazioni tricolore, come i Satori Junk e i Premarone, quest’estate si è dedicata a un progetto di respiro internazionale. I Colossus Morose sono il cantante J.C., che l’internet ci dice chiamarsi Jean Claude, svizzero residente ormai in Norvegia, e il polistrumentista tedesco C.J., al secolo Christoph Roth.

Uno degli aspetti che balzano subito all’occhio dei Colossus Morose è la loro quintessenza underground, che tradotta in un linguaggio da fine anni ‘10 significa una pagina Bandcamp assolutamente essenziale con nient’altro che lo streaming del disco e 40 like alla pagina Facebook. Peccato, perché Seclusion è un disco piacevole, che nella sua semplicità potrebbe godere di una maggiore esposizione mediatica e, invece, finisce con l’essere il debutto di supernicchia della band di ultranicchia dell’etichetta di nicchia. Intendiamoci, nell’opera prima dei Colossus Morose non c’è assolutamente nulla che faccia gridare al miracolo, ma un paio di riffoni funeral a quindici, venti battiti al minuto fanno sempre piacere.

Il limite del duo è quello di essere perfettamente a metà strada tra una band Funeral Doom e una Death-Doom e il risultato è di non essere abbastanza profondi, abissali, catacombali e tutto-il-resto-degli-aggettivi-riservati-al-Funeral, né allo stesso tempo sufficientemente sporchi e ruvidi per essere qualcosa di vicino ai Winter. Allo stesso tempo, il pregio di J.C. e C.J. è proprio quello di essere perfettamente a metà strada tra una band Funeral Doom e una Death-Doom, il che significa avere qualche ottima intuizione per avvicinarsi alle (enormi) dimensioni del Funeral e qualche spunto interessante per avvicinarsi alla sporcizia del Death.

A seconda di come la si legge, Seclusion può essere visto come un’ottima sintesi o come un album che dovrebbe osare di più. Io propendo per la seconda e sono curioso di vedere se e come i Colossus Morose daranno seguito in futuro a spunti e intuizioni. Per ora una sufficienza di incoraggiamento: è bravo, ma non si applica.

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