CONCETTO ETICO – Sul Confine

 
Gruppo: Concetto Etico
Titolo: Sul Confine
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Munir
  2. Symbolum
  3. Kan't
  4. Soffocare
  5. Per Quanto
  6. Come Stabilito
  7. Le Cose Che Dicono
  8. Brenda
  9. Gli Ultimi 5 Minuti Del Mondo
DURATA: 35:09
 

Napoli è una città abbastanza peculiare all'interno del panorama musicale alternativo italiano, spesso e volentieri bloccata su stereotipi anche autoinflitti — secondo alcuni l'obbligo del dialetto, secondo altri il dover essere più napoletani degli altri — lasciando a volte la qualità e l'impegno in secondo piano. Sullo sfondo, un ambiente tristemente dominato da tribute band di complessi che a loro volta non hanno più molto da dire, con poche realtà che ci tengono davvero e fanno fatica a emergere: in pratica un eterno cane che si morde la coda.

Fortunatamente non si tratta di un deserto totale, come abbiamo avuto modo di vedere anche sulle nostre pagine in passato. I Concetto Etico sono uno dei gruppi che con più ostinazione e continuità si sono inseriti nel tessuto della metropoli meridionale. Anche se "Sul Confine" è il primo LP del quartetto, siamo di fronte a un nome il cui nucleo storico risale alla seconda metà degli anni '90. Mettendo insieme un sound litfibiano di fine anni '80-inizio '90 (in particolare nell'interpretazione del cantante Sergio D'Amico) e uno smisurato amore per la scena di Seattle degli stessi anni (messo in mostra soprattutto nel lavoro alla chitarra di Nevio Pizza), i Nostri arrivarono a riempire un vuoto che nell'arco degli anni '00 li ha visti quasi come unici personaggi provenienti da quelle coordinate in un mare di reggae e ska nel centro storico di Napoli. L'altro pilastro storico del gruppo è il bassista Vladimiro D'Amico, all'occorrenza anche alla tastiera (come in "Per Quanto", pezzo molto insolito per gli standard della band, quasi sulle coordinate dei CSI).

Dopo alcuni avvicendamenti alla batteria e un solido EP autoprodotto uscito nel 2011 ("J'Astemme") che metteva un po' insieme le varie esperienze maturate nell'arco del decennio precedente, i Concetto Etico hanno finalmente risposto presente alla chiamata. Nonostante le influenze sonore possano sembrare a prima vista datate, il debutto ufficiale sulla lunga distanza si inserisce in un discorso decisamente contemporaneo, già a partire dal titolo e dalla copertina. "Sul Confine" è chiaramente un rimando alle evitabili tragedie umane che si consumano con cadenza insostenibile nel Mediterraneo. Curiosamente, "Mediterraneo" era anche il titolo della traccia conclusiva dell'EP precedente, centrata sulla stessa tematica che qui ha più spazio.

"Munir" è un treno, un veloce viaggio con vista su quello che i Concetto Etico significano musicalmente e filosoficamente. Un riff potente che si alterna ai giochi di chitarra che sono ormai diventati un marchio di fabbrica dello stile di Nevio. Sergio urla la sua rabbia contro il potere, contro la sua indifferenza, con una padronanza testuale più efficace di quella vista nel periodo precedente della band. Questo album segna anche l'esordio su disco del nuovo batterista Luca Bravaccino, entrato in formazione a fine 2012, che dà una decisa spinta ai pezzi più sostenuti (come in "Symbolum") e in generale ha offerto una nuova dimensione alla band anche in sede live. Infine, spicca pure la collaborazione del sax tenore Giuseppe Colucci — noto per il suo lavoro con i Divieto Di Swing — in "Per Quanto".

Il disco è molto diretto e conciso (circa trentacinque minuti in totale), tenendo fede all'approccio aperto del quartetto napoletano. La conclusiva "Gli Ultimi 5 Minuti Del Mondo" è una delle tracce che ho quasi visto nascere dal vivo qualche anno fa, ed è lì a chiudere questo capitolo di un discorso in realtà sempre in divenire. I Concetto Etico sono un gruppo che molto probabilmente conoscerete già se siete campani e ascoltate rock; in caso contrario, questo album è un ottimo biglietto da visita e dovreste decisamente dargli una chance.

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