CONJURATION – Funeral Of The Living

CONJURATION – Funeral Of The Living

 
Gruppo: Conjuration
Titolo:  Funeral Of The Living
Anno: 2005
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Bestial Burst
Contatti: non disponibili
 
TRACKLIST

  1. Proof Of Sorcery
  2. Creature From The Abyss
  3. Funeral Of The Living
  4. The Pendulum
  5. Out In The Night
DURATA: 18:33
 

Sì, siamo alla fine del 2011! Mi chiedete perchè faccio la recensione di un disco di quasi sette anni fa? Che cazzo, non posso mica sempre e soltanto presentarvi le ultime uscite! E poi, se seguite Aristocrazia, ormai sapete che qui dentro spesso e volentieri ci piace divagare un po', non facendo unicamente affidamento sulle richieste che ci pervengono, ma anche presentandovi prodotti che abbiamo acquistato e che riteniamo validi. Durante le mie peregrinazioni in cerca di dischi per cui spendere una parte, seppur minima, del mio (misero) stipendio mi imbattei in "Funeral Of The Living", un mini sfornato da tali finnici di nome Conjuration che assolutamente non conoscevo. Mettendo il disco nello stereo mi rendetti subito conto di quanto il mio acquisto fosse interessante.

Per il sottoscritto è una goduria unica quella provata nel sentire, in pezzi come "Proof Of Sorcery" e "Out In The Night", quei riff pesanti e grassi tipici del Doom in pieno stile Pentagram e Saint Vitus. Quando le chitarre si producono in momenti solisti viene quasi resa tangibile la strisciante malsanità che la voce di Harald Mentor (un maligno e ruvido incrocio tra scream e growl) aveva già ampiamente iniziato a diffondere. Davvero bellissime anche le introduzioni fatte dal basso per "Creature From The Abyss" e "The Pendulum": la prima citata mi ha portato alla mente un improbabile incesto tra Cathedral e Sodom, mentre la seconda per movenze potrebbe essere semplice da ricondurre ai Witchfinder General. Entrambe le composizioni hanno però una caratteristica comune: sono infatti dotate di un mood avvolgente, di un riffing "melodico" che si comporta come le spire di un boa che, senza farsi notare, si avvinghia attorno alla preda, la quale rimane ignara del pericolo fino a quando è ormai spacciata.

Questo "Funeral Of The Living" è un disco sicuramente intenso e compatto, dotato di un'aura nera ricercata, ma tremendamente efficace. La band non uscì mai dall'underground (cosa non necessariamente negativa) e purtroppo si sciolse poco tempo dopo, lasciando come uniche testimonianze della sua esistenza un demo, uno split con i Full Moon Lycanthropy e codesto mini. Non credo che sia un disco così raro da trovare, quindi non fatevelo ripetere troppe volte: forza e animo, muovete i culi e andate a cercarvi "Funeral Of The Living"!

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