CONNY OCHS – Future Fables

 
Gruppo: Conny Ochs
Titolo: Future Fables
Anno: 2016
Provenienza: Germania
Etichetta: Exile On Mainstream Records
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TRACKLIST

  1. Hole
  2. Piece Of Heaven
  3. Killer
  4. Spin
  5. Wake Up
  6. Empire
  7. Golden Future
  8. Slide
  9. No Easy Way
  10. Fools
  11. Strange Alchemy
  12. Make Some Room
DURATA: 34:03
 

Conny Ochs è un cantautore che sa raccontare, che possiede la capacità di entrare nella sfera più intima dell'ascoltatore con forza e lo ha già dimostrato in passato. Le sue uscite in veste solista e quelle in accoppiata con Mr. Scott "Wino" Weinrich stanno lì a testimoniarlo.

"Future Fables" è l'ennesimo atto discografico realizzato da un musicista che esplora il proprio essere, stavolta calcando la mano, permettendo a una scia più heavy di attraversare le composizioni, rafforzandone i toni, che rimangono comunque imbevuti della consueta e graditissima malinconia grigia. Quanto affermato traspare chiaramente all'interno di "Piece Of Heaven", in cui fragilità d'animo e puro istinto convivono pacificamente.

Le armi a disposizione del Tedesco sono semplici ma ben affilate. Lo dimostra l'ottima maniera con cui dà vita a un blues incentrato sulla propria prestazione vocale in "Killer", con la melodica e scura naturalezza sprigionata da episodi quali "Spin" e "Slide" e con l'accorata modalità introspettiva che accoglie le note di "Wake Up" e della struggente "Empire", traccia impreziosita da un breve e intenso passaggio di armonica a bocca. Non sono poi da meno il sorridente e più solare trascorrere di "Golden Future", il tocco indie di "Fools" e la conclusiva "Make Some Room", nella quale la stratificazione vocale e il piano (strumento che la spegne, dissolvendosi sul finale) innestano un ulteriore quanto elementare pizzico di classe alla proposta.

"Future Fables" è un disco che, assecondando il proprio umore, si prende tempo per riflettere o assumere una solida posizione. Conny Ochs trasmette all'ascoltatore ogni singola emozione che percorre la sua incantevole opera, come la vista di un prezioso e friabilissimo cristallo, ma caratterialmente pronta a sfoderare tratti decisi, in grado quindi di attrarre — e mi auguro anche di conquistare — una vasta cerchia di appassionati sempre in cerca di buona musica.

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