Conquest Icon - Empire Of The Worm

CONQUEST ICON – Empire Of The Worm

Gruppo:Conquest Icon
Titolo:Empire Of The Worm
Anno:2020
Provenienza:Polonia
Etichetta:Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Vermin
  2. Sacrificial Circle
  3. Deathlike Shadows Rising
  4. Unholy Death Metal
  5. Empire Of The Worm
  6. Toward Darkness
  7. Behold The Flames Of Hell
  8. Pilgrim Of Doom
  9. Crown The Beast
  10. Here And Beyond
DURATA:40:41

Dopo ben dieci anni dal loro primo album Hellspire, i polacchi Conquest Icon, formatisi a Varsavia nel 2009 e inattivi da qualche anno, arricchiscono la propria lineup (in passato composta soltanto da tre membri), si rimettono al lavoro su nuovo materiale, firmano per la conterranea Godz Ov War e tornano sulle scene con Empire Of The Worm.

Registrato in ben tre studi differenti e mixato dallo stesso chitarrista Andy Blakk, il nuovo album della band polacca si presenta con una copertina disegnata in bianco e nero raffigurante una sorta di zombi, la cui testa è sormontata da un’aureola, circondato da serpenti e scheletri e fiancheggiato da due colonne: un perfetto incrocio tra un boss di un videogioco di ruolo ispirato a D&D e una becerissima copertina di demo anni ’90 disegnata a mano.

Per quanto l’immagine possa tradire una certa ingenuità, Empire Of The Worm non fa assolutamente alcun mistero sulla proposta musicale dei Conquest Icon: lo stile dei polacchi ricorda molto quello di alcuni gruppi newyorkesi come Incantation e Morpheus Descends: atmosfere sulfuree, riff in tremolo picking, pochi cambi di tempo e rari assoli atonali. I quaranta minuti che compongono l’opera sono un assalto senza pietà fatto di blast beat e frasi blasfeme vomitate dal nuovo vocalist Ronve: i passaggi lenti durano qualche secondo, salvo nella seconda traccia “Sacrificial Circle”, forse quella con più groove dell’intera scaletta; il resto è un susseguirsi di riff a motosega in strutture piuttosto semplici arricchite da qualche cambio di tempo, il tutto corroborato da una produzione ben equilibrata, in cui le frequenze basse la fanno da padrone.

Il quintetto di Varsavia va dritto al sodo e se ne vanta: la quarta traccia “Unholy Death Metal” è praticamente una dichiarazione di intenti: «We worship old traditions, no modern post sounds / Devilish hymns about chaos / Only filthy words throw in your face / This is Unholy Death Metal!». I restanti testi sono sullo stesso piano: versi semplici letti e riletti su caos, male, peste, tutti temi cari al genere, ma poco approfonditi dai Conquest Icon, che si limitano ad accostare frasi fatte senza cercare di donare un minimo di spessore lirico o narrativo. Uno dei punti deboli di Empire Of The Worm è proprio la prevedibilità dei testi e di alcune soluzioni compositive, forse un po’ troppo forzatamente old school e poco personali, ma del resto lo spirito dell’album è quello di un tributo, e va anche bene così.

Il ritorno dei Conquest Icon è una ventata di aria putrefatta di una cripta rimasta chiusa per secoli: praticamente tutto ciò che si può chiedere a un gruppo che omaggia la vecchia scuola del death metal, senza pretendere di apportare alcuna innovazione al genere (non sia mai) né di inventare qualcosa di nuovo.

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