CONSIDER THE SOURCE – That's What's Up

CONSIDER THE SOURCE – That’s What’s Up

Informazioni
Gruppo: Consider The Source
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/considerthemusic – www.considerthesourcemusic.com
Autore: Mourning

Tracklist
1. Abdiel
2. Closer To Home
3. No Easy Answer
4. How Am I Not Myself?
5. “No Title”
6. Complex Complex
7. I Never Played A Jewel Thief
8. The H Is O

DURATA: 1:07:45

La tecnica è fondamentale quando si sceglie naturalmente di suonare musica che sia complessa, che abbia delle articolazioni particolari e vada ben oltre il modo di vedere l’impatto come una sonora legnata fatta di alte velocità o riff pesanti come mattoni.
Quando ho ascoltato la musica dei Consider The Source inserita nel player di Myspace (che è uno schifo) sono rimasto esterrefatto dalla bravura di questo trio statunitense, dopo un paio di mail i ragazzi mi hanno gentilmente inviato una copia del lavoro “That’s What’s Up” ed è geniale l’operato che da vita alle otto tracce di un capolavoro tutto da scoprire.
Oltre un’ora di musica raffinata, evoluta e che anche nei momenti in cui fa sfoggio di esecuzioni “ghirogoriche” risulta talmente piacevole e intrigante all’orecchio da non riuscire a discostarsene, sono una jamband che improvvisa, crea, monta e smonta i pezzi trovando continuamente il verso corretto in cui direzionarli, catalogarli è inutile, non c’è una sezione che potrebbe pienamente centrare la visione espansa del suono e della melodia che appartiene a questi tre artisti.
Il sound è particolarmente cosmopolita, le affinità con il neo-prog, la psichedelia e l’adimensionalità di soluzioni dello spacey sono peculiarità che largamente vengono sponsorizzate dai Consider The Source, la musica è inondata da scelte che elaborano e si miscelano per favorire una condizione ambientale affine allo svolgimento del brano, sono inoltre possessori di una vena orientaleggiante che fa venire i brividi, ok “Abdiel” è un pezzo di storia targato John Zorn ma la sua riproposizione è spettacolare.
Non so come potrei definire Gabriel Marin (chitarra fretless e chitarra synth), Justin Ahiyon (batteria e percussioni) e John Ferrara (basso) se non al pari di visionari, le note hanno una potenza mistica talmente grande e la caratteristica di rendere vivide le immagini che rimangono impresse nella mente tanto da permettere all’ascoltatore che vi s’addentra di sperare in un viaggio diverso per ogni giro eseguito nello stereo.
Perdersi in un track by track o decidere quale canzone sia più adeguata a descrivere il modo in cui questi musicisti si espongono è un’impresa ardua (non posso negare però di adorare l’esecuzione di basso in “Closer To Home”, esaltante), posso dirvi con tutta sincerità che la parola noia non è ben accetta in casa Consider The Source e che invece è molto ben vista la melodia nelle sue varie forme.
Se per caso vi ostinaste a cercare tastiere all’interno dell’album, sarà intento vano, non ne troverete, quei suoni così particolari che vi rimandano all’uso delle keys sono messi a segno dal chitarrista Gabriel.
I Consider The Source modellano arte, un disco come “That’s What’s Up” è disponibile a farsi accogliere da chiunque abbia voglia di addentrarsi nel loro mondo, siate o meno appassionati di generi più “complessi” caratterialmente poco importa, lasciatevi trascinare dalla prova, è come guardare i “Girasoli” di Van Gogh a meno che non siate delle “capre” proprio, potrà anche non piacere ma non si potrà mai disconoscerne il valore artistico, quindi siate o meno affini alla proposta non tiratevi indietro e date una possibilità all’album di conquistarvi.

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