CONSUMED BY VULTURES – In Eterno

 
Gruppo: Consumed By Vultures
Titolo: In Eterno
Anno: 2017
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Nice To Eat You Records
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TRACKLIST

  1. New Born
  2. The Faceless God
  3. The Choice
  4. Sky Obscuration
  5. Kill To Be Supreme
  6. Your Demise
  7. Meditation
  8. Behold The Devastation
  9. Omega
  10. Kill To Be Supreme [versione orchestrale]
DURATA: 39:35
 

Un valico piuttosto insignificante sulla cartina geografica può creare campanilismo? In Ticino sì. Il Passo del Ceneri è un punto di congiungimento viario sull'asse nord-sud, ma è anche una barriera linguistica, sportiva e molto altro. I due dialetti sono un po' diversi fra di loro, la rivalità fra il sopracenerino Hockey Club Ambrì Piotta e quello sottocenerino del Lugano è leggendaria.

Il sottoscritto è sopracenerino e i Consumend By Vultures sottocenerini, perciò nessuno potrà accusarlo di campanilismo in questo discorso sul loro primo CD di lunga durata. Oltretutto, se un gruppo brutal death metal ticinese esegue la spaccata fra New York e la Scandinavia, ponendo più peso sul primo piede, allora il buon Ul Fieschi ha anche delle attenuanti in caso di dubbio.

"In Eterno", infatti, offre prevalentemente ritmi pesanti slam, valorizzati dalla fantasiosa batteria di Nereo Costantini. Con la scusa di voler pigiare un attimo l'acceleratore, i ragazzi si prodigano in intrecci di tendenza Cannibal Corpse.

Parlavamo di Scandinavia: da qui i Consumend By Vultures prendono delle note black metal per adattarle in alcuni frangenti ai bisogni death. Il risultato rammenta, vogliate scusare questo salto geografico per comodità descrittiva, i Belphegor.

Le particolarità non finiscono qui: gli scream e i growl si potrebbero sovrapporre comodamente con l'aiuto della tecnica digitale, ma la realtà, qui, è un'altra. Il sestetto conta ben due cantanti, ognuno con le proprie mansioni definite dalla tonalità personale.

Siamo arrivati al dunque. "In Eterno" è un buon inizio per una giovane formazione. Gli elementi stilistici sono ancora chiaramente discernibili e il tocco black può essere visto come un incentivo fuori serie per il genere interpretato. Sarebbe interessante avere una sfera di cristallo: come suonerebbe un ipotetico disco futuro, con gli stili amalgamati fra loro in maniera più omogenea?

Postilla: vi piace la copertina? È un'opera dipinta dall'illustratore venezuelano John Quevedo.

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