CONTE SLAYVIMOR – Nel Cuore Dell’Inferno


Informazioni
Gruppo: Conte Slayvimor
Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2009
Autore: M1

Tracklist
1. Abandonment Of Shadows Over Gorge
2. L’Oblio Dell’Angelo Custode
3. Oscura Ragione Di Esistenza
4. Necrothrone
5. Leviathan
6. Dannato Nella Luce
7. Discordia
8. Outro

DURATA : 34:27

Seconda testCONTE SLAYVIMOR - Nel Cuore Dell'Inferno imonianza, questa volta sotto forma di demo dopo lo split con Svirnath e Nebeldunkel, per il piemontese Conte Slayvimor, omonima mente di questo progetto solista black metal ed ex membro dei Necrothrone, dai quali ha ripreso tre brani in questa occasione e li ha ri-arrangiati. Ciò che balza subito all’occhio, o per meglio dire all’orecchio, è il livello di grezzume del suono che “costringe” l’ascoltatore a prestare la massima attenzione alle note per non perdere passaggi poco evidenziati o il cantato il cui basso volume rischia di far “affogare” sotto gli altri strumenti. Questo approccio “raw” non impedisce però di cogliere quanto di buono è racchiuso in “Nel Cuore Dell’Inferno” a partire dall’ampio spettro di sensazioni ricreate sempre e solo attraverso quella materia che si chiama black metal. Abbiamo così momenti furiosi in cui permane comunque un’aura malevola che ricordano gli Horna come l’opener “Abandonment Of Shadows Over Gorge” e altri più sofferti per esempio “L’Oblio Dell’Angelo Custode”, in entrambi i casi composizioni estremamente brevi che non raggiungono mai i tre minuti ma che comunque colpiscono positivamente. A fare da contraltare sono presenti invece “Oscura Ragione Di Esistenza” e “Necrothrone” (il cui il minutaggio si allunga sino a raggiungere i quasi dodici minuti), brani più corposi ed “elaborati” con stacchi, passaggi in acustico e rallentamenti. Un’ultima annotazione riguarda la lingua scelta per i testi, ancora una volta è stato scelto l’italiano, decisione ormai sempre più frequente e non disprezzata.
Venendo alle conclusioni, abbiamo a che fare con un demo di discreto livello, i cui pro sono da identificare nella buona gamma di atmosfere ricreate pur in presenza della necessità di rendere meno grezzi certi passaggi e selezionare il materiale su cui investire, ad esempio i primi due brani, tralasciando poi i pezzi più anonimi (come la strumentale “Dannato Nella Luce”, almeno a mio parere). Essere una one-man band poi non rende di certo facili queste operazioni perchè si corre sempre il rischio di accusare una mancanza di “contradditorio” in sede di composizione ma l’accumulo di esperienza, anche attraverso la produzione di demo, non potrà che fare bene e permettere di monitorare l’evoluzione del Conte Slayvimor.

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