CONVOCATION – Scars Across

 
Gruppo: Convocation
Titolo: Scars Across
Anno: 2018
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Everlasting Spew Records
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TRACKLIST

  1. Disposed
  2. Ruins Of Ourselves
  3. Allied POWs
  4. Scars Across
DURATA: 50:16
 

Per quanto mi riguarda, "Scars Across" era già uno dei dischi più interessanti di questo 2018, prima ancora che il 2018 cominciasse. Infatti quando l'anno scorso andò online il teaser del debutto dei Convocation, fui talmente convinto della bontà della proposta da preordinare il disco. Ora che ho avuto qualche mese a disposizione per assimilarlo, me ne appresto a parlarvene, convinto di segnalarvi così un'uscita a mio parere di altissimo livello.

I Convocation sono un duo proveniente dalla Finlandia, composto da LL e MN, personaggi misteriosi ritratti di spalle nelle foto promozionali, ma dei quali si conoscono le esperienze passate in altre band: Desolate Shrine per il primo; Dark Buddha Rising e Katakombi  per il secondo, giusto per indicarvene alcune.

La musica contenuta nei cinquanta minuti di "Scars Across" è un abisso in movimento tra death e doom metal, che emana buio metafisico dal suo centro per assoggettare i malcapitati alla pura disperazione. Spesso si supera il confine con il funeral dal sapore extraterreno, ma la lentezza non è un obbligo per i Convocation, che spesso non hanno paura di buttarsi a capofitto in parentesi violentissime che aggiungono mordente alle composizioni. C'è anche un lato melodico in questo lavoro: l'utilizzo di tastiere risulta essenziale, eppure di assoluto effetto, come nella prima traccia "Disposed", dove le note di questo strumento enfatizzano l'aura misteriosa. La padronanza della materia da parte della band è fuori discussione, ciò è testimoniato anche dai cambi di tempo presenti in tutti i brani, in particolare segnalo quello che avviene nella seconda metà del conclusivo "Scars Across", che ci accompagna con la sua angoscia poetica fino alla chiusura dell'album.

I Convocation si dimostrano in grado di creare metal capace di abbattersi imponente e monolitico sugli ascoltatori, senza diventare per questo indigeribile o monotematico. C'è anche da lodarne la produzione, che risulta ben studiata e ne valorizza l'anima soprannaturale. Chi scrive è rimasto affascinato dalla minaccia esistenziale che pende su di noi durante l'ascolto e invita i curiosi ad avvicinarvisi, conscio del fatto che una volta intrappolati nelle sue spire sarà troppo tardi.

 

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