CONVULSIF – CD 3

 
Gruppo: Convulsif
Titolo: CD 3
Anno: 2014
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Part 1
  2. Part 2
  3. Part 3
  4. Part 4
  5. Part 5
DURATA: 29:17
 

I Convulsif sono una band svizzera che in questo 2015 pubblica il suo terzo album. I componenti si presentano con una semplice maschera bianca, il disco non ha un vero e proprio titolo e tanto meno le cinque tracce in esso contenute. A quanto pare non vogliono darci troppe informazioni, ma sappiamo che il nucleo del gruppo è il bassista Loïc Grobéty e che questo lavoro dovrebbe segnare una svolta verso sonorità più pesanti; purtroppo non posso confermarlo, ma ciò che rende ancora più interessante la proposta è la presenza di un violino e di un clarinetto basso amplificati e manipolati. E come ciliegina sulla torta, è tutto basato sull'improvvisazione.

Proprio quest'ultima caratteristica mi ha spinto a seguire l'attitudine della band tramite un piccolo esperimento, anche perché al mio ritorno in Aristocrazia sono stato annunciato come portatore di stranezze e non posso assolutamente deludere le aspettative dei nostri lettori: questa recensione sarà quindi scritta esclusivamente durante il primo ascolto dell'album, cercando di analizzarlo il più possibile in un colpo solo. Mi improvviserò improvvisatore anche io, in sostanza.

Fin dai primi istanti ci si può rendere conto di come il basso sia al centro dell'attenzione in questo progetto; la sfuriata iniziale sa molto di Death Metal e Grindcore, ma con questo strumento a farla da padrone con un riff ripetuto ossessivamente per oltre tre minuti e solo una serie di rumori e una batteria martellante a fargli compagnia. Sul finale il lato più sperimentale dei Convulsif viene fuori e ci conduce al secondo capitolo che cambia completamente le carte in tavola: si tratta di un brano Noise in cui la sezione ritmica è inizialmente molto minimale, aumentando la propria presenza soltanto intorno a metà traccia; solo andando verso il finale la batteria inizia a dare realmente un tempo, seguendo il crescendo del sottofondo rumoroso.

Il terzo episodio inizia improvvisamente con un pattern tipicamente Black Metal e il resto della strumentazione che procede nel suo caos, mentre per la prima volta possiamo notare la presenza della voce sotto forma di urla folli; il batterista Maxime Hänsenberge offre una prestazione varia e mai noiosa, sembra che sia proprio lui uno degli elementi che più definiscono le coordinate stilistiche di ogni pezzo. Ed è proprio la sua assenza a trasportarci in un universo Drone nel quarto brano, in cui le frequenze basse sono ovviamente le protagoniste assolute. Un ritmo lento nella seconda parte ci guida verso la traccia finale che sembra voler spingere l'ascoltatore all'headbanging, merito del basso che è effettivamente l'unico elemento a creare melodie, mentre la strumentazione inusuale citata in apertura si dedica principalmente a generare suoni disturbati.

In meno di trenta minuti i Convulsif sono riusciti a includere diversi generi nella loro proposta: ogni brano ha una propria identità, il che dà un senso alla divisione in tracce, ma allo stesso tempo l'etereogeneità non crea problemi alla coerenza dell'intero lavoro. La durata non è poi così scarsa, eppure la dinamicità della band fa sembrare il disco come una rapida sfuriata; l'ascolto è in effetti soddisfacente, tuttavia la curiosità di sentire come se la caverebbe il gruppo su distanze più lunghe c'è. Questo nulla toglie al valore dell'album, che è evidentemente frutto di un'ottima preparazione. Ascolto consigliato a chi ama musica che non vuole essere imprigionata in un unico stile.

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