CORDE OBLIQUE – I Maestri Del Colore

Gruppo:Corde Oblique
Titolo:I Maestri Del Colore
Anno:2016
Provenienza:Italia
Etichetta:Infinite Fog Productions
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TRACKLIST

  1. Suono Su Tela
  2. I Sassi Di Matera
  3. Violet Nolde
  4. Il Cretto Nero
  5. Giallo Dolmen
  6. Amara Terra Mia
  7. Papavero E Memoria
  8. A Fondo Oro
  9. Rosa D’Asia
  10. L’Urlo Rosso
  11. Blu Regale
  12. Blubosforo
  13. L’Occhio Bianco
DURATA:55:05

Nell’ultima decina d’anni, sono state poche le cose che mi hanno tenuto in trepidante attesa quanto le nuove uscite delle Corde Oblique, un progetto che seguo attivamente dai tempi in cui si preparava alla pubblicazione di The Stones Of Naples tra fine 2008 e inizio 2009. Da allora, è passata veramente tanta acqua sotto i ponti, molti personaggi si sono alternati nei molteplici lavori del complesso: ricordiamo tra gli altri le cantanti Claudia Sorvillo (da qualche anno voce principale degli interessanti Driving Mrs. Satan) e Floriana Cangiano (ormai impegnata a tempo pieno con il proprio progetto solista FLO, con cui ha tra l’altro pubblicato un bel disco quest’anno).

Al centro di tutto sempre lui, il chitarrista e compositore Riccardo Prencipe che, nella lunga vita del progetto, è riuscito a esplorare ogni sorta di genere musicale, restando fedele al concetto di fondo. Dopo l’uscita di Per Le Strade Ripetute, Prencipe nell’arco del 2015 decide di provare la strada del crowdfunding per dare la spinta all’album successivo (il sesto), le Corde Oblique lavorano molto attraverso i vari canali social fino a raggiungere il risultato sperato, nel frattempo completando anche un intenso tour acustico in Cina.

I Maestri Del Colore ci dice subito di rappresentare una novità (nell’approccio grafico e nel concept generale), mentre il numero 6 in alto a destra lo pone in perfetta continuità con i lavori precedenti del gruppo. Il tutto è impaginato proprio come nell’omonima collana pubblicata negli anni ’60 dalla Fratelli Fabbri e i colori, per l’appunto, la fanno da padroni. Praticamente tutti i titoli (tranne “I Sassi Di Matera” e la cover modugnana di “Amara Terra Mia”) contengono riferimenti più o meno espliciti ai colori, e cercano di rendere in musica ciò che il nome evoca, un po’ alla maniera dell’arte concettuale.

Continua il prolifico sodalizio con il violinista Alfredo Notarloberti (che a breve potremo risentire anche con gli Ashram, attualmente al lavoro su un nuovo album), nonché con la solida sezione ritmica composta da Umberto Lepore e Alessio Sica. Alle voci, tornano sia la fenomenale Caterina Pontrandolfo nella tragedia meridionale “Il Cretto Nero” (già ascoltata in altri capolavori del gruppo come “Il Viaggio Di Saramago” e “Le Piccole Cose”), che la versatile Annalisa Madonna in altri tre brani cantati. Spicca la sua performance in “A Fondo Oro”, brano riadattato a partire da una composizione galiziano-portoghese del XIII secolo, un’altra dimostrazione della passione filologica di Prencipe nei confronti della sconfinata tradizione musicale europea. L’ennesima prova dell’approccio internazionale delle Corde Oblique viene qui data per esempio dalla collaborazione con Denitza Seraphim (voce del progetto bulgaro Irfan), che accompagna la musica in “I Sassi Di Matera” e nella suggestiva “Blubosforo”. Il brano “Rosa D’Asia” è stato invece composto proprio durante il tour cinese di fine 2015, che ha visto Prencipe e Madonna esibirsi in duo in giro per le principali città (purtroppo dopo che io avevo già lasciato il paese per tornare in Italia).

Ciò detto, I Maestri Del Colore è però un disco molto più strumentale dei suoi predecessori, che non ha alcuna paura di mescolare cose che non dovrebbero stare insieme. Subito in “Suono Su Tela” riscopriamo la vena post-rock del complesso (con addirittura un’incursione della chitarra elettrica nel finale), che aveva già fatto capolino nei lavori più recenti, ma viene qui esplicitata senza filtri e liberata anche nella parte finale del disco in “Blu Regale”. Un’altra intrigante novità è l’inserimento del primo quintetto d’archi nella storia della band in “L’Urlo Rosso”.

In breve, Prencipe ha di nuovo fatto centro e le Corde Oblique si dimostrano ancora uno dei progetti da seguire nella scena italiana e non solo, sempre con gusto e consapevolezza, sempre alla ricerca di nuovi orizzonti e mai chiuso in una nicchia confortevole e stanca. Speriamo di rivederli presto dal vivo in giro per l’Italia.

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