Corde Oblique - The Moon Is A Dry Bone

CORDE OBLIQUE – The Moon Is A Dry Bone

Gruppo:Corde Oblique
Titolo:The Moon Is A Dry Bone
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Dark Vinyl Records
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TRACKLIST

  1. Almost Blue
  2. La Strada
  3. The Moon Is A Dry Bone
  4. Le Grandi Anime
  5. Le Torri Di Maddaloni
  6. Il Figlio Dei Vergini
  7. La Casa Del Ponte
  8. Temporary Peace [cover Anathema]
  9. Il Terzo Suono
  10. Herculaneum
  11. Almost Blue II
DURATA:42:54

Il maestro Riccardo Prencipe e le sue Corde Oblique sono ormai una presenza fissa sulle nostre pagine, tra i più eclettici progetti venuti fuori dagli ambienti del dark folk o comunque vogliamo chiamare quel ricco mondo artistico che in Italia ha visto i vari Ataraxia, Ashram, Albireon arrivati con The Moon Is A Dry Bone al settimo album in studio (ottavo, contando anche il particolare live Back Through The Liquid Mirror).

Dopo il complesso (e riuscito) esperimento cromatico de I Maestri Del Colore, le Corde Oblique questa volta si addentrano in un’oscurità allo stesso tempo inquietante e romantica, illuminata da una Luna secca e incorniciata da due momenti di colore con le intro e outro strumentali “Almost Blue”. Come da tradizione, la formazione campana accoglie nuove voci, come quelle di Rita Saviano o di ospiti insoliti come Andrea Chimenti (nella tenebrosa “La Strada”) e Miro Sassolini (ex Diaframma, in “Il Terzo Suono”); ritorna anche la bravissima Caterina Pontrandolfo a raccontarci arte e storia, come nel brano dedicato alla Madonna del Cardellino di Raffaello, “Le Grandi Anime”, accompagnata in particolare dal nuovo arrivato Carmine Ioanna alla fisarmonica.

Come spesso accade con la band di Riccardo Prencipe, succedono tantissime cose e ogni brano vive di vita propria, pur restando riconoscibilmente parte di una continua scoperta musicale ed emotiva attraverso le terre di una Campania nascosta e misteriosa, raccontata questa volta con lo stile definito dalla band stessa come folkgaze. Oltre che nella title track cantata da Saviano, un pezzo estremamente peculiare e spiazzante rispetto alla produzione delle Corde Oblique, questo approccio viene fuori anche e soprattutto nella tenebrosa “La Casa Del Ponte” (recitata da Maddalena Crippa), forse il brano più intenso del disco. A ogni ascolto coglieremo nuove sfumature e particolari, proprio come quando si osserva un dipinto enigmatico o un paesaggio.

Non poteva mancare un altro omaggio agli Anathema, una delle maggiori influenze musicali e concettuali per la band napoletana, con una versione decisamente obliqua di “Temporary Peace” che chiude il cerchio aperto con quella di “Flying” contenuta in The Stones Of Naples. Con The Moon Is A Dry Bone, la ricerca artistica delle Corde Oblique si arricchisce di un altro appassionante capitolo, tappa notturna di un viaggio che si spinge sempre più in profondità, un percorso così dichiaratamente locale, ma così inequivocabilmente universale.

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