CORPOPARASSITA / DYSKINESIA – Split

CORPOPARASSITA / DYSKINESIA – Split

Informazioni
Gruppo: Corpoparassita / Dyskinesia
Anno: 2010
Etichetta: Frohike Records
Contatti: frohikerecords.com
Autore: Advent

Tracklist
1. Concetto Falsificato Di Dio (Corpoparassita)
2. Ipogeo (Dyskinesia)
3. Cruentatio (Corpoparassita)
4. La Formica Di Langton (Dyskinesia)
5. Purgare La Roba Infetta E Sospetta (Corpoparassita)

DURATA: 31:54

CORPOPARASSITA / DYSKINESIA - Split La Frohike Records regala da poco più di un paio d’anni emozioni “post-analogiche”. Un gruppo di amici legati dalla musica che ha deciso di occuparsi in modo alternativo della distribuzione e della produzione di release sperimentali. Si definiscono un collettivo artistico-musicale, altro non sono che appassionati, gente che dedica ogni briciola di tempo libero per ritagliare, cucire e mettere insieme quello che altri amanti dell’arte hanno composto. Una filosofia produttiva all’insegna dell'”impatto zero”, che ha voluto occuparsi stavolta di due monicker: Dyskinesia e Corpoparassita. Aperto l’involucro del prodotto, una bustina di cotone grigio dove vi è serigrafato il disegno viola della copertina, troverete pocchisima plastica. Il supporto del CD è infatti un quadrato di carta riciclata, realizzato artigianalmente dal collettivo, la plastica tiene semplicemente agganciato il disco come in tutte le altre normali uscite. L’inserimento nel pacchetto del sughero è una scelta voluta appositamente per far riflettere sull’uso di questo materiale. Un enorme impegno ambientalista preso con dedizione, un modo alternativo che si oppone stupendamente all’artificialità dei suoni proposti nello split.
I Corpoparassita si alternano con perfezione ai Dyskinesia. Dark ambient sintetizzato in un crudo vortice di drone offre all’ascoltatore una visione morta e atea della natura che lo circonda (“Concetto Falsificato Di Dio” dei Corpoparassita), una boccata di pece, l’inghiottimento di un suono inquinato da strani disturbi, il riverbero di un’esplosione radioattiva sotterranea di “Ipogeo” dei Dyskinesia è la caustica estremizzazione drone della canzone precedente. L’Ipogeo è un sepolcro, una tomba. Ma i Dyskinesia narrano con una spontaneità atterrente la situazione che vogliono descrivere. Un primo allarme, basso. La repentina fuga di qualsiasi forma di vita dall’arrivo di una famelica creatura, non un mostro, un umanoide, qualcosa di profondamente corrotto nell’anima che si aggira nei meandri di questo sotterraneo rifugio, un’ispezione pietosa vista come attraverso gli occhi di un fantasma. Il sentimento della compassione esplode nei molteplici e dettagliatissimi suoni prodotti nei più svariati e improvvisati modi. Alteratori, delay, graffi lancinanti mai grotteschi o macabri. Un lamento che si può definire solo come piacevole e struggente allo stesso tempo, come la lettura degli orrori di Edgar Allan Poe con le fini e sottili descrizioni di Oscar Wilde. Sei minuti di emozione freddati dal ritorno dei Corpoparassita che con “Cruentatio” avvolgono tutto in un alone blu notte, un’atmosfera strana che potrebbe permearsi perfettamente alla chicca cinematografica di “Eraserhead” di David Lynch. L’alternanza della coppia Corpoparassita-Dyskinesia vede ritornare questi ultimi in simbiosi con chi li aveva preceduti, lasciando evolvere lentamente le spesse caratteristiche che permettono loro di differenziarsi. “La Formica Di Langton” incrocia nel primo minuto accordi semplici, casuali e dissonanti che al sottoscritto ricordano i Bachi Da Pietra, il suo avanzare, roteare, passa per disturbanti pressioni, soffi e distorsioni in un’oscillazione sismica sempre più elevata, la manna dal cielo per fan di band quali Sunn O))) o Earth, che però dovranno aspettarsi un’elaborazione originale e non dei semplici “copy and paste”; una volta raggiunta la “quiete”, viene percepita la ricostruzione dapprima lieve e successivamente assordante del filo spinato sonoro teso dai Dyskinesia, l’epilogo de “La Formica Di Langton”, un automa capace di muoversi su uno spazio bidimensionale, è come un risveglio dopo un sonno ristoratore, urla estatiche e rintocchi coordinati di piano, suonano come liberatori dal frastuono dei pesanti tic musicali prodotti. Sigilla lo split “Purgare La Roba Infetta E Sospetta” dei Corpoparassita, una rivisitazione spartana, elementare, oscura ma pienamente corroborante dell’eclettica elettronica di Brian Eno o (di sicuro esagero) dei Boards Of Canada.
Questo split è massiccio, il viaggio che viene intrapreso dall’ascoltatore per tutta la sua durata è asfissiante, sconvolgente, eccitante. La paura ha raggiunto la sperimentazione ad un livello magistrale di song-writing, le sensazioni provocate dalla musica dei Corpoparassita e dei Dyskinesia fuoriusciranno dalla vostra pelle come un cancro estirpato attraverso una calamita nucleare. Una delle migliori uscite italiane di quest’anno ed ha un unico neo visibile. Nonostante sia una release claustrofobica (ma davvero) vorreste durasse il doppio, perchè? Per ricavare piacere da un’ora di tachicardia? O forse perchè ci si riesce a specchiarsi dentro questo split? Osservando le salme lasciate dai Corpoparassita e i residui tossici abbandonati dai Dyskinesia si diventa consapevoli che non sono rifiuti diversi da quelli che noi seppelliamo nella terra colmi di vergogna. Perchè tutte queste alterazioni inquinano un mondo che non era preventivamente un pozzo pieno di merda. In un certo senso l’uomo dovrebbe rispecchiarsi in questo dittico, confezionato ecologicamente e ad arte, una ragione in più per correre ad ordinare lo speciale digipack in edizione limitata.
Split in mano penserete: questa è l’ora, rinnovarsi o nascere vecchi.

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