CORPSE GARDEN – Entheogen

 
Gruppo: Corpse Garden
Titolo:  Entheogen
Anno: 2015
Provenienza:  Costa Rica
Etichetta: Satanath Records / Rebirth The Metal Productions
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TRACKLIST

  1. The Quantum Rapture
  2. In The Womb Of Chaos
  3. Portal To The Oneiric
  4. The Arrival Of Saturn
  5. Suspended Over The Abyss
  6. Evoking A Dead Sun
  7. Sulphur
  8. Neux Ex Machina
  9. The First Incarnation
  10. A Balance Of Opposites
  11. Emerald Vision
  12. Red Pulvis Solaris
  13. Enantiodromia
DURATA: 01:02:17
 

I costaricani Corpse Garden hanno pubblicato un secondo album da leccarsi i baffi! Dopo aver dato vita nel 2012 a quella convincente prova intitolata "Burn By The Light", il quintetto proveniente da Heredia si ripresenta a tre anni di distanza con un nuovo lavoro che ne consolida le basi e mette in mostra la maturazione di un suono capace di incarnare la parte oscura e brutale dell'area death metal, infettandola con un uso calibrato e mai troppo appariscente delle melodie.

Se proprio volessimo tirare in ballo nomi di riferimento, li si potrebbe immaginare come una malsana unione di Morbid Angel, Deicide, Vital Remains, Brutality e Death, ai quali si aggiungono brevi e sparse divagazioni in campo svedese stile At The Gates e uno strano quanto perverso feeling psichedelico-rituale. "Entheogen" non è un disco semplice da assimilare, è morboso, strisciante e costantemente avvolto da un manto atmosferico che lo rende ancora più cupo, cattivo e venefico, tratti esposti in maniera eccelsa in tracce come "Suspended Over The Abyss" e "Sulphur". Il gruppo non rinuncia comunque all'uso dei più classici e sostanziosi mid-tempo (la corpulenta "Portal To The Oneiric") e a movenze incalzanti ("The Quantum Rapture", "Evoking A Dead Sun" e "Red Pulvis Solaris").

I Corpse Garden sono una gran bella band, estremamente preparata per ciò che concerne l'esecuzione tecnica, con ottime prestazioni sia dei chitarristi Federico Gutierrez ed Esteban Sancho — veramente bravi nell'impostare le ritmiche quanto nell'infarcire i brani di efficienti e gustose divagazioni solistiche — che del bassista Carlos Venega, autore di una prova maiuscola, libero di ritagliarsi ampi spazi e ben presente all'interno del mix. Anche dal punto di vista compositivo non sono da meno e si dimostrano più di una spanna al di sopra dei tanti capaci di attingere alla fonte del death metal ma non altrettanto nell'apportare varianti — o quantomeno carattere — a schemi già noti; traguardo che invece è stato raggiunto dai Sudamericani.

La proposta di "Entheogen" è complessivamente ostica: le scelte sonore eteree e diluite che s'inframezzano ai ficcanti e velenosi assalti insieme con la produzione che volutamente dà rilievo al suggestivo operato del basso sono le armi distintive che potrebbero motivare l'acquisto diretto; oppure potrebbero risultare sfiancanti deterrenti per coloro i quali preferiscono fruire di prestazioni meno avvinghianti ed elaborate. In pratica, non vi rimane altro da fare che ascoltare i Corpse Garden e capire se e come verranno digeriti dal vostro orecchio.

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