CORPSE GARDEN – IAO 269

 
Gruppo: Corpse Garden
Titolo: IAO 269
Anno: 2017
Provenienza: Costa Rica
Etichetta: Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Aeon Of Horus
  2. Death Hex
  3. Ain Soph Aur
  4. Selenomantic Ecstasies
  5. La Muerte: Principio Y Redención
  6. IAO 269
  7. The Elevenfold Vibration
  8. Expanding The Vision Call
  9. Loathing
DURATA: 51:18
 

I Corpse Garden non sono più una sorpresa: con l'uscita del secondo album "Entheogen", il quintetto costaricano aveva messo in chiaro di saperci fare e di avere una propria idea di come suonare death metal labirintico e oscuro. Dopo aver fatto quel piacevole incontro, mi ritrovo oggi fra le mani il terzo lavoro "IAO 269" ed effettivamente si tratta di uno di quei casi in cui la terza prova corrisponde alla piena maturità e a una prestazione di alta levatura.

Nel capitolo antecedente definivo l'operato del gruppo ostico e pervaso da un feeling psichedelico-rituale morboso. Ora invece mette in risalto sia le scelte brutali tutt'altro che semplicistiche che il connubio stilistico, spesso dissonante, tra black metal liturgico e l'aura post-metal più acida. Tale componente affinata conferisce all'opera un effetto disturbante e sconquassante, sia nei frangenti più accelerati e bestiali sia quando il suono assume connotazioni più dilatate, indolenti e astiose, dando così vita a un'imperitura formula di invocazione-evocazione.

Non mi sento di sezionare i quasi cinquantadue minuti di durata, esprimendo un giudizio sui singoli pezzi: reputo che "IAO 269" sia un album di death metal estremo e iracondo, dominato dalla sua natura atmosferica, che andrebbe fruito in soluzione unica, con i testi a portata di mano, in maniera tale da calarvi dentro uno scenario da limbo infernale eretto di tassello in tassello. Lettura e ascolto potrebbero poi spingere a ricercare il significato, o i significati, dell'iconografia, dei numeri e delle citazioni (fra le tante, impressa all'interno del libretto informativo, ve n'è una tratta dal "Liber Al Vel Legis" di Aleister Crowley) utilizzate della band.

I Corpse Garden non sono adatti alla massa e si distaccano da tutto ciò che è considerabile come facilmente fruibile. Se in passato siete entrati in sintonia con "Entheogen", proverete (e probabilmente riuscirete) a legarvi a "IAO 269" e, sul lungo andare, troverete al suo interno una gratificante forma di soddisfazione. Se invece già al tempo la band del Costa Rica vi fosse risultata indigesta, così come potrebbe accadere con l'aura ancora più lasciva e diabolica che marchia l'incedere di questa nuova prova, probabilmente sarebbe meglio evitare l'ascolto.

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