CORPSET – No Rest

 
Gruppo: Corpset
Titolo:  No Rest
Anno: 2013
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
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TRACKLIST

  1. No Rest
  2. Piss On My Grave
  3. Pitch Black
  4. Lord Of The Flies
  5. Prophet's Opiate
  6. War Inside
  7. You Sin
  8. Futile
  9. Let The Shit Hit The Fan
DURATA: 38:01
 

Nel corso della carriera di una band ci sono alti, bassi e momenti di stallo, l'espressione artistica di cui si fa carico vive la sue montagne russe come tutti gli aspetti della vita e queste ne modellano in maniera indelebile i punti a favore o a sfavore che ne segnano il destino. Al momento i finnici Corpset sembrano rinchiusi nell'immenso bacino delle formazioni operaie prive di una qualità di spicco che permetta di ottenere un'attenzione costante.

La mia premessa è dovuta al fatto che i finlandesi, rientrati sulla scena a distanza di due anni dal debutto "Ruins" recensito proprio dal sottoscritto, pare non abbiano trovato il modo di limare e affinare la loro proposta, tant'è che il secondo "No Rest" soffre in tutto e per tutto delle stesse carenze presenti nel capitolo che l'ha preceduto, mentre da gente navigata da anni e anni di militanza nel mondo metal in realtà quali A.R.G., Crystalic, Status Minor, Korpiklaani e Masterstroke era doveroso attendersi un cambio di passo.

Pur essendo vero che il disco contiene una discreta miscela di death-thrash che, nel caso in cui non si abbiano delle grandi pretese, il suo dovere in fin dei conti lo svolge pure, ciò che manca sono le canzoni che facciano da traino. Ci sono un paio di episodi più intriganti come "No Rest", "Pitch Black" e "Prophet's Opiate", ma vengono risucchiati da una prestazione che in una parola si può descrivere come "standardizzata" e in parte penalizzata sia dal cantato di Antti Murtonen, ancora una volta sin troppo schematico nell'impostazione, che dal duo ritmico composto da Arto Tissari e Timo Hanhijoki che non tende quasi mai a modificare i tempi di marcia.

A questo punto viene da chiedersi: a cosa mirano i Corpset? Se la formazione continuasse con quest'andazzo, rafforzerebbe la nomina operaia acquisita, rimanendo però all'interno del limbo dei "vorrei, ma non posso", quindi relegata a intrattenere di tanto in tanto gli appassionati; se ciò fosse l'obiettivo, allora con "No Rest" avrebbero ottenuto un risultato accettabile. Viceversa se volessero portare la propria musica alle orecchie di più metallari, evitando di essere un ascolto estemporaneo nello stereo, dovrebbero forzatamente lavorare d'olio di gomito e correggere i difetti che si trascinano dietro da tempo. Il punto è: ne saranno capaci? A oggi la mia previsione pende per un 50% di possibilità di riuscita, tuttavia spero che in futuro riescano a smentirmi. Sei di fiducia a questi ragazzi, ma andare avanti così non va bene.  

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