CORPUS MORTALE – Fleshcraft

 
Gruppo: Corpus Mortale
Titolo:  Fleshcraft
Anno: 2013
Provenienza:  Danimarca
Etichetta: Deepsend Records
Contatti:

Facebook  Youtube  Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. Weakest Of The Weak
  2. The Unwashed Horde
  3. A Murderous Creed
  4. Scorn Of The Earth
  5. Love Lies Bleeding
  6. Enthralled
  7. Feasting Upon Souls
  8. Crafted In Flesh
  9. Tempt Not The Knife
  10. Seize The Moment Of Murder
DURATA: 41:23
 

La Danimarca non è fra le nazioni più influenti nel mondo death metal, eppure possiamo citare buone band provenienti da là: chi non ricorda ad esempio Konkhra, Illdisposed, Exmortem e Panzerchrist? A queste è doveroso aggiungere i Corpus Mortale, anche se la creatura in questione è sempre stata più traballante del ponte di una nave in mezzo al mare in tempesta. Il nome gira ormai da vent'anni, il 1993 vide la loro nascita, il 1998 il debutto con "Spiritism" al quale — con scadenza quasi quinquennale — succedettero "With Lewd Demeanor" e "A New Species Of Deviant", tutti preceduti o intervallati da pubblicazioni demo ("Corpus Mortale" e "Sombre And Vile") ed ep ("Integration", "Succumb The Superior" e "Seize The Moment Of Murder").

Il numero di musicisti che ha preso parte alla maturazione di questo complesso a mo' di girandola è davvero elevato, la formazione del 2013 è così composta: Carlos Garcia Robles e Brian Eriksen alle sei corde (con il primo anche solista), Martin Rosendahl nel ruolo di bassista cantante e Danni Jelsgaard dietro le pelli. Gli artisti non hanno bisogno di grandi presentazioni, sono in giro ormai da tanto e hanno timbrato il cartellino in molteplici gruppi, passiamo quindi all'aspetto musicale, ciò che ci interessa di più.

"FleshCraft", il loro quarto episodio discografico, è uno di quei dischi che potresti descrivere utilizzando due parole: death metal. Perché farla così semplice? Perché i Corpus Mortale hanno puntato tutto su ciò che sanno fare meglio e quindi si sono rivolti alla sacrilega scuola floridiana di Morbid Angel, DeicideImmolation e compagni di merende, dai quali sembrano avere ricevuto gli appunti di una vita, tirando fuori dieci tracce di monolitico, bastardo e cattivissimo death, che per corposità eccessiva e tendenza al non volere offrire attimi di tregua all'incauto ascoltatore rischia in qualche situazione di perdere il bandolo della matassa appiattendosi.

Intendiamoci, la scaletta è talmente ricca di pugni in faccia che scegliere fra "Weakest Of The Weak", "Scorned Of The Earth" "Scorn Of The Earth", "Love Lies Bleeding" o "Seize The Moment Of Murder" (brano ripescato dall'ep e che non comprendo per quale motivo non sia stato utilizzato nel precedente lavoro "A New Species Of Deviant") diviene complicato. Del resto il songwriting ha finalmente trovato quella consistenza e quell'efficacia che nel recente passato parevano latitare, con il growl potente di Martin a dare una mano alle canzoni per quanto concerne la profondità. Quello che manca è però la zampata vincente, quel pezzo, o per meglio dire pezzi, che elevano una buona prova a un livello superiore.

Si può considerare papabile l'acquisto di questo nuovo Corpus Mortale? Diamine sì! Se non ci fossero album come questi e stessimo in attesa dei soli capolavori, oggi elencabili a stento sulle dita di una mano, ci saremmo fermati a non so quanti anni fa. Invece è giusto avere in collezione dischi che rappresentano il genere puntando sulla sostanza solida come un mattone, e il detto su i maccaruni ca inchiunu a panza (sono i maccheroni che riempiono la pancia) pare adattarsi alla situazione che sta vivendo la realtà danese. Probabilmente non entrerà mai a far parte dei primi della classe, ma una volta chiamata in causa avrà sempre il suo bel che da dire.

 

Facebook Comments