CORSAIR – Corsair

CORSAIR – Corsair

Informazioni
Gruppo: Corsair
Titolo: Corsair
Anno: 2013
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Shadow Kingdom Records
Contatti: facebook.com/ourcorsair
Autore: Mourning

Tracklist
1. Agathyrsi
2. Chaemera
3. Falconer
4. Gryphon Wing
5. Path Of The Chosen Arrow
6. Mach
7. Of King And Cowards
8. The Desert

DURATA: 37:42

Il bello della musica è che in sua compagnia puoi continuamente viaggiare indietro e avanti nel tempo, proiettandoti in mondi ormai obliati dalle sabbie dei millenni trascorsi o che immaginiamo nella loro forma più adatta. Le note sono il mezzo di trasporto, le emozioni in esse incastonate il valore che le rende uniche e così è stato quando ho avuto il piacere di ascoltare per la prima volta l’omonimo debutto degli statunitensi Corsair. Ne sono rimasto sin da subito affascinato.
Il quartetto di Charlottesville in Virginia — composto da Paul Sebring (chitarra e voce), Jordan Brunk (basso e voce), Marie Landragin (chitarra e voce) e Aaron Lipscombe (batteria) — ha rilasciato un album che definire “vero” è il minimo. In ogni singola esecuzione infatti si percepiscono la passione e la voglia di dare vita a quell’heavy/rock che ha nei Thin Lizzy la gemma di maggior splendore, che adotta soluzioni progressive in parte figlie dei Genesis (ascoltate l’apertura affidata alla strumentale “Agathyrsi” e ve ne renderete subito conto), e in parte dei King Crimson (“Gryphon Wing” in tal senso non mente) e che odiernamente trova degna, per non dire ottima, rappresentazione nei rodatissimi Slough Feg del signor Mike Scalzi.
Con “Corsair” mi sono ritrovato scaraventato in un mondo musicale che affonda le sue radici negli anni Settanta e che ti fa sognare iniettando dosi di psichedelia e creando atmosfere languide; è davvero facile lasciarsi trasportare da “Path Of The Chosen Arrow”, stupenda nel miscelare riff capaci di imprimere una vivacità irruenta e aprirsi ad ambientazioni dolciastre con il ritornello a fare da splendida cornice d’unione per le due anime, o dalla stupefacente ed estraniante “The Desert”, nella quale spicca il canto fanciullesco di Marie.
Ho fra le mani un debutto talmente bello che mettersi a cercare il possibile pelo nell’uovo sarebbe da stupidi oltre che un’inutile perdita di tempo, dove ogni singolo aspetto è curato in maniera da esaltare le qualità e la visione elegantemente retrò del gruppo. Prendete a esempio la produzione cruda che si pone a favore del calore emanato dalla strumentazione, tanto da rendere ancor più seducente l’ascolto, è perfetta.
L’unica cosa veramente sensata da fare è accendere lo stereo, tirare fuori il disco dalla custodia e premere “play” un numero infinito di volte.
Acquistare i Corsair è quindi una priorità? Per come la vedo io, dopo averlo ascoltato lo diverrà e questo la dice lunga sulla validità del lavoro svolto da questa giovane band, non perdetevi l’occasione di entrarvi in contatto.

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