COSMIC DESPAIR – Celebration Of The Wake

COSMIC DESPAIR – Celebration Of The Wake

Informazioni
Gruppo: Cosmic Despair
Titolo: Celebration Of The Wake
Anno: 2012
Provenienza: Internazionale
Etichetta: Marche Funebre Productions
Contatti: facebook.com/CosmicDespair
Autore: Mourning

Tracklist
1. Nox Initium
2. Chains Of Frost
3. Infinite Halls
4. Angel Of Desolation
5. Leviathan
6. Poseidon
7. Celebration Of The Wake
8. Sunrise
9. The Unknown Kadath In The Cold Waste [cover Thergothon]

DURATA: 43:36

I Cosmic Despair erano un trio norvegese-polacco composto da Azathoth alla chitarra e alla batteria (già nei Beyond Life, Czarna Rozpacz, Gurthang ed ex Azathoth), Sam alle tastiere (Ecliptic Dawn) e Stormalv a ricoprire il ruolo di bassista-cantante (Ecliptic Dawn, Gurthang, Mortiferia ed ex Dark Side Of The Spoon, Ørkenkjøtt e Thorvi). Nella loro brevissima unione durata all’incirca tre anni rilasciarono uno split con i Guterthang intitolato “Journey To The World Of Nether” nel 2010 e due anni più tardi l’unico disco “Celebration Of The Wake”, quello di cui sto per scrivere. Qual era il genere in cui si cimentavano? Funeral Doom. Vi riuscivano? Non erano dei cavalli di razza, ma si può affermare che l’ascolto non dispiace.

I tre quarti d’ora che compongono l’album sono palesemente influenzati dalla natura incorruttibile dei Thergothon, che non a caso vengono omaggiati con la cover di “The Unknown Kadath In The Cold Waste”, canzone estratta da quella indiscutibile pietra miliare del settore che porta il nome di “Stream From The Heavens”. Abbiamo quindi a che fare con una prestazione che pedissequamente tenta di ripercorrere i sentieri oscuri e funerei di quei grandi maestri, provando in contemporanea a infilarci dentro l’appeal melodico e struggente di un’altra realtà ahimè recentemente scomparsa, parlo dei finnici Colosseum, gruppo scioltosi nel 2011 dopo aver subito la prematura dipartita del cantante Juhani Palomäki e avergli tributato l’ultimo saluto con il rilascio postumo dell’opera finale “Chapter 3: Parasomnia”.

Di base il lavoro non possiede grossissime pecche, difatti rispetta le movenze pesanti e allentate, infarcendosi di atmosfera buia e malinconica grazie alla discreta vena melodica delle chitarre e all’altrettanto discreto operato svolto dalle tastiere. Quella che però viene a galla sul lungo corso, dopo aver inserito più volte nel lettore il cd, è una omogeneità quasi collassante che rende l’ascolto lievemente monotono. Pur considerando, come fanno molti, questa caratteristica distintiva dello stile, tuttavia in questa circostanza diviene un fattore penalizzante, anche se non in maniera così grave; le cause sono da ricercare nell’assenza di vere e proprie svolte ritmiche, con il comparto alquanto quadrato e compatto, alle volte anche esageratamente. “Celebration Of The Wake” è un mattone che vi si schianta contro, profondo e scuro, dalla prima traccia “Chains Of Frost” (“Nox Initium” è una sorta d’intro strumentale alla quale si accoppia l’outro “Sunrise”, che precede la cover dei Thergothon) sino a quella che prende il nome del disco, verrete così risucchiati in un gorgo che vi trascinerà al proprio interno ruotando con andatura costante.

I Cosmic Despair attirano l’orecchio utilizzando abbastanza efficacemente gli elementi basilari del genere, purtroppo però non potremo sperare nel rilascio di un secondo capitolo o di una qualsiasi altra prova che ci possa fornire ulteriori dati sulla validità del progetto. Il loro album è e rimarrà figlio unico, un figlio che mi sento di consigliare, anche solo per conoscenza, agli sfegatati fruitori di uscite del panorama funereo: non vi cambierà la vita, ma nelle giornate più grigie potrebbe rivelarsi una piacevole compagnia in qualità di colonna sonora.

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