CRACK O DAWN – Gods Of Insane

CRACK O DAWN – Gods Of Insane

Informazioni
Gruppo: Crack O Dawn
Anno: 2010
Etichetta: Saol/H’Art
Contatti: www.myspace.com/crackodawn1
Autore: Mourniing

Tracklist
1. Outdistance
2. To Die For (featuring Yvonne Ducksworth)
3. Gods Of Insane
4. Testify
5. Integrity
6. Black Rain
7. Mesmerized (featuring Ralf Scheepers)
8. Third Eye
9. Falling Apart
10. Designed To Serve
11. I Think

DURATA: 47:13

I Crack O Dawn si muovono su un terreno alquanto ripido, quando si tende a mischiare molti generi c’è il rischio di trovarsi un platter disomogeneo che non riesca a parare da nessuna parte.
Non siamo a questo livello per fortuna, di spunti buoni i ragazzi tedeschi con questo primo “Gods Of Insane” ne hanno anche imbeccati.
E’ di natura evidente l’ispirazione tratta da formazioni nu come Korn, Slipknot e Stone Sour, il thrash dei Metallica e una matrice rock a cui si vanno intersecando passaggi andanti sul funky e l’heavy metal.
Il calderone ampio non porta i risultati sperati seppur un paio di brani risultino alquanto ispirati iniziando dall’opener “Outdistance” e la successiva “To Die For” che veda la comparsa della prima delle due guest, la cantante Yvonne Ducksworth dei Jingo De Lunch dotata di una dinamica coinvolgente.
L’attitudine fortemente catchy è una delle qualità che le tracce si portano in dote, la parte centrale della tracklist sembra uno stato embrionale su cui c’è da riflettere e sviluppare le idee poste a base di canzoni come la titletrack, Testify”, “Black Rain” le potenzialità per divenire capaci d’attecchire in mente le posseggono, ma non hanno una maturità tale da centrare il bersaglio.
Cosa che in parte riesce a una “Integrity” che in certi frangenti ricorda gli Alice In Chains e ancor meglio va con Mesmerized dove con la seconda ospitata che vede come guest Ralf Schepers (Primal Fear), l’heavy metal prende piede portando con sé una ventata di freschezza.
Di lì a poco si riprenderà un discorso legato a esecuzioni canoniche e poco incisive perché ancora immature, spetta quindi alla conclusiva “I Think” risollevare le sorti con una miscela hard’n’heavy/Korn che conclude “Gods Of Insane”.
Luci e ombre che si alternano in questo lavoro, se da un lato le idee non mancano così come una discreta esecuzione, le carte in tavola poste dai Crack O Dawn vanno avanti confusionariamente, stentano, alle volte coprendo anche quello che di buono riescono a costruire.
Non rimane quindi che riprendere quello che si è costruito per dar vita a queste tracce, ragionarci un po’ se e trovare il modo di combinare le varie influenze in modo che il flusso sia più uniforme e solido.
Un album “God’s Of Insane”, che consiglio agli amanti del genere alternative/metal, possiede dei brani che potranno trovare collocazione fra gli ascolti di chi segue suddetto movimento.

Facebook Comments