CRADLE OF FILTH – The Manticore And Other Horrors

 
Gruppo: Cradle Of Filth
Titolo: The Manticore And Other Horrors
Anno: 2012
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Nuclear Blast
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TRACKLIST

  1. The Unveiling Of O
  2. The Abhorrent
  3. For Your Vulgar Delectation
  4. Illicitus
  5. Manticore
  6. Frost On Her Pillow
  7. Huge Onyx Wings Behind Despair
  8. Pallid Reflection
  9. Siding With The Titans
  10. Succumb To This
  11. Sinfonia
DURATA: 51:35
 

Avete notato che dal 2004 ogni anno pari vede l'uscita di un album dei Cradle Of Filth? E che dire del fatto che sempre partendo da "Nymphetamine" tutti i dischi sono stati pubblicati in autunno? Sarà un caso o forse ci nascondono qualcosa? No, non sono impazzito: sto solamente cercando di immedesimarmi in uno di quei fanatici delle teorie del complotto, perché in casi come questo sarebbe molto utile la loro abilità di trovare l'impossibile nel nulla.

Il nulla in questione si intitola "The Manticore And Other Horrors" e come avrete intuito è l'ultima fatica, la decima per l'esattezza, dei vampiri britannici. A detta della band questo è una sorta di bestiario, le varie tracce parlano infatti di diverse creature leggendarie tra cui vampiri, licantropi, qualcosa preso in prestito da Lovecraft o da altri racconti.

Come suona questo album? Ho letto di tutto in giro per la rete, da un fantomatico ritorno a "Midian" a un ancora più utopico viaggio indietro nel tempo fino all'epoca di "Dusk… And Her Embrace", per non parlare delle influenze NWOBBM (no, non ho sbagliato a scrivere) vantate dalla stessa band. La realtà però è totalmente diversa e in effetti più realistica: le sonorità sono semplicemente quelle degli ultimi dischi, molte tracce danno l'idea di essere nate da scarti dei due lavori precedenti; ci sono sicuramente delle lievi differenze, le atmosfere create questa volta pescano dal mondo mediorientale e ciò risulta evidente in una canzone come la titletrack, una delle più riuscite dell'album grazie a melodie ammalianti di tastiera e chitarra. Ho parlato di titletrack riferendomi a "Manticore", che in realtà è solo una parte del titolo completo: è tempo quindi di occuparci dell'altra metà… Gli orrori.

Purtroppo di pecche ne troviamo e neanche poche, quella diffusa un po' in tutto l'album è la continua alternanza tra alti e bassi, i passaggi buoni non mancano ma immediatamente perdono efficacia con l'entrata di parti assolutamente poco convincenti: "Frost On Her Pillow" ne è un perfetto esempio, i riff di Allender sono assolutamente ben scritti (uno dei pochi casi, a dire il vero), ma la prestazione è debole, un brano potenzialmente buono che nella pratica si guadagna solamente la sufficienza. Altro problema non indifferente sono le tastiere (a quanto pare curate dal batterista Marthus, chissà perchè?) e qua le cose prendono una brutta piega, essendo da sempre uno dei punti di forza della band inglese; "For Your Vulgar Delectation", prima traccia presentata al pubblico a qualche settimana dall'uscita, già aveva messo in evidenza questo difetto, con parti poco azzeccate e suoni plasticosi, e ciò si ripete più volte toccando il fondo nell'intro di "Huge Onyx Wings Behind Despair", che poi si rivela un pezzo pseudo-Black del tutto innocuo, inoffensivo.

In effetti, oltre a tutto questo i Nostri hanno anche avuto il coraggio di deliziarci con qualche riempitivo, episodi come "Siding With The Titans" e "Succumb To This" (che si salva solo per l'accoppiata tastiere-voce femminile, abbastanza riuscita seppur non eccelsa) non farebbero del male a una mosca. Dobbiamo parlare della performance vocale di Dani? Fortunatamente ha deciso di abbassare un po' i toni, seguendo la scia del disco precedente, anche se ogni tanto lancia ancora qualche urlo gallinaceo che a molti darà fastidio; in realtà questo non è neanche il problema più grande se paragonato a quelli appena esposti.

È davvero così disastrosa la situazione? Fermo restando che chi li considera morti da "Midian" o da ancora prima non cambierà idea grazie a questo disco, qualche passaggio buono si può trovare, le già citate "Manticore" e "Frost On Her Pillow" si possono ascoltare senza pericolo, così come "Illicitus" e "Pallid Reflection", entrambe caratterizzate da cori che allietano l'ascolto. Purtroppo la presenza di brani senza ispirazione nè mordente affossa anche quel poco di buono che si può trovare, la finta cattiveria di "The Abhorrent" ad esempio è proprio fuori luogo. L'ascolto è consigliato solamente a chi ha apprezzato gli ultimi lavori della band, anche se io stesso — pur essendo un die-hard che ha amato "Darkly, Darkly, Venus Aversa", "Thornography" e "Nymphetamine" — ho dovuto scavare a fondo per trovare qualcosa di interessante; per quanto mi riguarda è un album da ascolto a tempo perso e senza impegno, molto Pop come attitudine, non trovate?

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