CRAFT – Void

 
Gruppo: Craft
Titolo: Void
Anno: 2011
Provenienza: Svezia
Etichetta: Carnal Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Intro (John's Nightmare)
  2. Serpent Soul
  3. Come Resonance Of Doom
  4. The Ground Surrenders
  5. Succumb To Sin
  6. Leaving The Corporal Shade
  7. I Want To Commit Murder
  8. Bring On The Clouds
  9. Void
DURATA: 49:03
 

Il 2011 è l'anno che vede il ritorno sul mercato anche dei Craft. La band svedese, dopo tre dischi e ben sei anni di silenzio, rientra in corsa con il nuovo album "Void". Il processo evolutivo intrapreso dal gruppo ha fatto in modo che, dopo due lavori grezzi e principalmente devoti al verbo darkthroniano, venisse dato alle stampe un "Fuck The Universe" a dir poco terremotante. L'ultimo parto si distacca invece in parte da entrambi gli stili, assumendo tratti maggiormente in sintonia con quella che è l'attuale forma del Black Metal. Analizzando "Void" ho spontaneamente elaborato una metafora: se in "Fuck The Universe" i Craft potevano essere paragonati a un esercito irruento e accecato unicamente dall'odio, in questo nuovo disco invece essi prendono le sembianze di una legione ben addestrata ma ugualmente distruttiva.

L'intermezzo quasi sacrale di "The Ground Surrenders" e l'incipit e l'atmosfera sinistra e inquietante della di "Void" sono un buon esempio del cammino di sterminio meticolosamente pianificato e messo in atto dai musicisti. Pezzi come "Serpent Soul", "Succumb To Sin" e "Leaving The Corporal Shade" si avvalgono di oscure e minacciose melodie, liquefatte all'interno di una struttura entropica che si contorce e si regge su visioni morbose e malsane parti più lente e ragionate. "Come Resonance Of Doom" e "I Want To Commit Murder" sembrano invece attingere da un repertorio più classico e usuale ai Craft; questa è però soltanto un'ingannevole impressione in quanto si nota in poco tempo, oltre che un maggiore utilizzo di abilità tecniche, una cura più attenta per i dettagli, in particolare per le melodie che sono ben orchestrate e inserite nel contesto in modo da adattarsi ottimamente ai cambiamenti umorali dei pezzi.

Un altro punto a favore di "Void" è la produzione: essa — come per l'album precedente — è chiara e tutt'altro che scadente, ma pur sempre molto lontana dall'essere plastificata. Tirando le somme, potrei dire che forse chi nel gruppo svedese apprezzava unicamente la furia e l'assalto frontale di "Fuck The Universe" e "Terror Propaganda" potrebbe rimanere un po' deluso da questo nuovo lavoro. Allo stesso modo è indubbio che il marchio di fabbrica Craft a base di distruzione, sterminio e odio sia sempre presente, seppure sia in parte mutata la forma con cui esso viene presentato.

In qualunque caso, "Void" è un ottimo disco e gli appassionati non dovrebbero esitare ad ascoltarlo: dimenticate le cazzate che certi asini tentano di propinare come l'ultima frontiera del Black Metal (vero Watain?). Qui è la morbosità delle tenebre dell'odio a essere la padrona assoluta!

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